Ormai da alcuni mesi, Mondadori Comics sta riproponendo, in eleganti volumi cartonati settimanali, la collana Erotica: la raccolta completa delle opere del grande Guido Crepax (come anticipavamo a suo tempo).
Tra i tanti titoli proposti, quello del volume 10 (in vendita a € 9,99 in edicola e libreria) ci colpisce particolarmente: perché Valentina nel metrò è – a nostro umilissimo parere – una delle migliori avventure dell’iconica fotografa col caschetto.

Come in tutte le opere di Crepax, anche qui è certamente la parte grafica a prevalere sulla storia, è l’impatto visivo di ogni singola pagina a contare più della trama: la divisione in vignette, la sequenza, l’inquadratura, sono per Crepax solo una base di partenza per sviluppare infinite soluzioni alternative e del tutto personali.
Valentina-nel-metro-INTUn esempio eccellente viene già dalla primissima pagina di Valentina nel metrò: la protagonista è seduta nel vagone del treno, è stanca per un lungo viaggio, si assopisce e nel dormiveglia vede scorrere confusi i nomi delle fermate. Crepax riesce a farle vedere nello stesso modo al lettore.

In questo viaggio in metropolitana, che pare infinito, Valentina – come da copione abituale – non distingue più il sogno dalla realtà: ed ecco che si trova ad avere a che fare con controllori pazzi, viaggiatori stralunati, pugili, nazisti, una donna rinchiusa nuda in una valigia, gruppi hippy, astronauti, perfino rinoceronti e tirannosauri, in una sorta di panoramica dei cult di questo personaggio. Spesso si tratta di riferimenti all’attualità e alla politica dell’epoca, il 1975, quando Valentina nel metrò uscì a puntate sul Corriere d’Informazione (edizione pomeridiana del Corriere della Sera) e doveva quindi essere appetibile ad un pubblico generalista, non necessariamente “fumettivoro”.

Valentina-nel-metroNon di meno, questa lunga teoria di incontri “impossibili”, da un certo punto in avanti, comincia a comprendere grandi miti del fumetto, che Crepax si diverte ad omaggiare a modo suo (senza dimenticare di citarne l’autore caso per caso, in apposita noticina laterale): Valentina si trova infatti ad avere a che fare con Diabolik ed Eva Kant, con la Paulette di Wolinsky e Pichard, Corto Maltese e Barbarella, Flash Gordon, Mandrake, Dick Tracy e l’Uomo Mascherato, passando per i Fantastici Quattro, Prince Valiant, Terry e Steve Canyon, Tarzan, la Jodelle di Guy Peellaert, l’Eternauta, Little Nemo e la Lavinia di Enric Siò, senza dimenticare Bianca e Anita, eroine dello stesso Crepax. Ognuno di questi personaggi è rivisitato dalla sua penna, “salvandone” però i tratti peculiari così da riportandone subito alla mente la versione originale.

Ma come è possibile questa ridda di incontri? Valentina non se ne capacita… Ma potrà capirlo nell’ultimissima delle 70 tavole di Valentina nel metrò, in un finale di puro metafumetto da applausi.

(Antonio Marangi)