Siamo in un’arena, due lottatori sono al centro del ring. Sugli spalti, una folla inneggia a uno dei combattenti, che ovviamente non delude i suoi fans, stendendo l’avversario con un calcio e mandandolo KO. Quell’uomo, idolo del pubblico e pupillo del bieco Hassan, si fa chiamare Black Fist (letteralmente “pugno nero”), ma noi lettori l’abbiamo già riconosciuto. Da quel suo sguardo “vuoto”, ma pregno di malinconia, che si illumina di rosso quando il lato sovrannaturale prende il sopravvento, e da quella mano sinistra fasciata che nasconde ferite molto più profonde di quelle che si vedono. Sì, sotto quella barba mal curata, si cela infatti il nostro Lukas, che con il primo numero della sua nuova miniserie (Nell’arena, marzo 2015, 96 pagg., B/N, Sergio Bonelli Editore, € 3,30) entra ufficialmente nel suo secondo anno di vita.

Lukas-reborn-1Come già preannunciato dagli autori e ribadito anche nelle note introduttive, questa seconda serie si comporrà anch’essa – come la prima – di 12 albi, ma con una formula diversa: al posto di numeri autoconclusivi, come nella prima collana, troveremo infatti 3 mini cicli da 4 episodi l’uno. Insomma, storie di più ampio respiro al posto di albi singoli per una delle saghe più azzeccate e meno banali dell’attuale panorama fumettistico: questo Lukas Reborn (nomen omen direi, vista la rinascita editoriale) siamo sicuri che non deluderà le aspettative.

L’impianto delle storie resta sostanzialmente immutato rispetto all’anno scorso, con gli autori che ci guideranno nelle pieghe di una città (ancora Deathropolis? Non ci viene detto) che, come tutte le città, ha i suoi mostri da nascondere. In mezzo a loro, Daniel Standing, alias Lukas Reborn alias Jordan Black, uomo senza passato e dal presente quantomai incerto. Stavolta però, incredibile a dirsi, siamo noi lettori a condurre il gioco: eh sì, perché mentre Daniel/Lukas parrebbe aver perso ancora una volta la memoria (come, ovviamente, non si sa), noi sappiamo chi è davvero. Sappiamo del suo passato, di Zara, della sua famiglia, della malvagia Wilda; sappiamo che lui è un ridestato e che ha dei poteri: resta solo da capire quando se lo ricorderà lui.

A firmare questo primo numero troviamo “i due Michele”, creatori del personaggio, vale a dire Medda e Benevento (sua anche la stupenda copertina), pronti a trascinare Lukas nell’ennesimo viaggio in cerca di sé stesso, e a condurre noi lettori attraverso un percorso duro ed angosciante, come solo la vita del nostro eroe ha saputo essere.

(Roberto Orzetti)