Davide Barzi – Fabiano Ambu – Rosa Puglisi, Josif – 1957, 128 pagg, brossurato, Lineachiara/RW Edizioni 2015, € 13,95 

Josif-cover-2Ne avevamo parlato giusto un annetto fa, in occasione del suo esordio, in termini piuttosto entusiastici, presagendo un seguito che sviluppasse e completasse quel “numero zero”: ebbene, non c’eravamo sbagliati. E così, con questo bel volume firmato Lineachiara e presentato con due copertine alternative a Cartoomics 2015 (di cui è stato anche testimonial, bissando la locandina dello scorso anno), finalmente la saga di Josif giunge a pieno compimento, raccontandoci per intero la storia del gorilla creato da Davide Barzi e Fabiano Ambu e svelandoci aneddoti e retroscena di un’epoca tra le più “segretate” della storia contemporanea.

Vediamo di riannodare le fila del discorso. Il nostro “eroe” nasce nel 1953 allo zoo di Mosca, e porta il nome di un ben più famoso Josif, deceduto poco tempo dopo. Siamo nel periodo post bellico, quando USA e URSS “combattono” su ogni campo: dalla corsa allo spazio fino ai Giochi olimpici (cosa c’entrano questi ultimi? C’entrano, c’entrano…). Accade così che le autorità sovietiche, visti i numerosi e fallimentari tentativi in campo aerospaziale (spedire animali nello spazio non è sempre garanzia di riuscita), decidano di puntare decisamente più in alto, spedendo oltre le stelle un essere potentissimo, dotato della resistenza che ad altri quadrupedi e bipedi era mancata: e la scelta cade sul nostro Josif, che subirà (non senza togliersi qualche soddisfazione) un duro addestramento in compagnia della “madre adottiva” umana. Il giorno della partenza però qualcosa andrà storto per il nostro protagonista…
Nel secondo capitolo il lettore farà conoscenza con alcuni personaggi fondamentali per il prosieguo della saga, tra cui quattro “umani” molto, molto particolari…
Ma di più sulla trama non possiamo dirvi, perché il rischio di spoiler (visti i tantissimi colpi di scena) è sempre dietro l’angolo. Come in ogni buon graphic novel che si rispetti.

Davide Barzi, sceneggiatore, dimostra una volta di la propria eccleticità (e parliamo di uno che passa dalla fantascienza di Nathan Never alla Pianura Padana di don Camillo, transitando dalla Milano del dopoguerra), regalandoci una storia che va a “pescare” in una marea di generi: Josif potrebbe essere benissimo classificato come fumetto storico, ma non saremmo troppo lontani dalla verità se lo mettessimo accanto ai mostri sacri del fumetto umoristico. Senza dimenticare le tante pieghe splatter che prende la storia e una spruzzata, nemmeno troppo velata, di supereroismo.
Sulla parte grafica, beh… le tavole parlano da sole. I disegni di Fabiano Ambu, uniti ai colori e alle retinature di Rosa Puglisi, hanno l’invidiabile capacità di portarci “dentro la storia”, quasi fossimo fuori da quella buia e stretta navicella e guardassimo l’interno da un oblò. Uno stile decisamente diverso da quello a cui Ambu ci ha abituati su Dampyr, ma perfettamente adatto ad un prodotto come questo, unico nel suo genere.

La presentazione del volume durante l'ultimo Cartoomics, manifestazione di cui Josif è stato il manifesto. Da sinistra: Piero Lusso, Davide Barzi, Fabiano Ambu, Filippo Mazzarella (direttore artistico di Cartoomics) e Lorenzo Corti di RW Lion

La presentazione del volume durante l’ultimo Cartoomics, manifestazione di cui Josif è stato il manifesto. Da sinistra: Piero Lusso, Davide Barzi, Fabiano Ambu, Filippo Mazzarella (direttore artistico di Cartoomics) e Lorenzo Corti di RW

A completamento del volume un interessante tie-in (per dirla all’americana) in un bianco e nero gradevolissimo, firmato dallo stesso Barzi e da Alberto Locatelli, e un lungo dossier sulla vera storia di Josif e dei suoi sfortunati colleghi ominidi, firmata da Piero Lusso, sceneggiatore umoristico di lungo corso (con Lupo Alberto, e non solo), ma qui nell’insolita veste di storico.
Storico? Sì, perché, come hanno raccontato gli autori durante l’incontro col pubblico di Cartoomics, quella di Josif è sì una storia inventata, ma con inquietanti somiglianze con la Storia “vera”, quella con con la S maiuscola. Quella Storia di cui è un grande esperto Luigi Bignami, il quale, letto il numero zero un anno fa, ha contattato Barzi, per avvisarlo del suo lavoro su un documentario dedicato agli esperimenti sovietici sui primati.
Come dire: quando realtà e fantasia si incrociano…

Ci sarà un secondo tomo, magari intitolato “1958”? Noi di Sbam (visto il finale “aperto”) ci contiamo. Perché di fumetti come questi non ci si accontenta davvero mai.

(Roberto Orzetti)