Abbiamo certamente apprezzato la versione dylaniata di Topolino, l’azzeccata Dylan Top. Avere avuto la possibilità di parlarne direttamente con i suoi creatori, lo sceneggiatore Tito Faraci e il disegnatore Paolo Mottura, ci ha dato la possibilità di approfondire qualche retroscena di questa iniziativa…

Cos’è Dylan Top? Cosa ha rappresentato per voi?
Tito: Tante cose, ma anche e soprattutto una riflessione. Anche divertente, spero, ma già che c’ero ho voluto tentare proprio una piccola riflessione ironica sui meccanismi del fumetto popolare italiano. Accostare due personaggi per certi versi simili tra loro, come Dylan Dog e il Topolino “all’italiana”, ha mostrato con ironia come funzionano certi meccanismi della figura dell’eroe e della costruzione della storia. Ho smontato l’orologio per mostrare come è fatto dentro…

Abbiamo trovato molto divertente il vostro “nascondere” piccole citazioni tra le pagine, come il puzzle dello Steamboat Willie…
Paolo: Sì, piccole trovate di sceneggiatura, ma anch’io, per la parte grafica, ho pensato qualcosa del genere. Una per tutte, la citazione del Quarto Stato, di Pellizza da Volpedo. Comunque sono stato molto contento di questo lavoro anche perché è stato l’occasione per tornare a lavorare con Tito, con cui mi ero un po’ perso di vista dopo i tempi di Pikappa.

Vedremo il seguito di Dylan Top?
Tito: Inizialmente pensavo di no, ma poi ho visto i disegni di Paolo per questa storia e ho pensato che potremmo prendere questi nuovi personaggi e farli vivere ancora, non in un’altra parodia ma proprio in un altro tipo di avventura. Anche più drammatica, o perfino horror

Come il Dracula o il Mister Hyde di qualche tempo fa…
Paolo: In effetti ormai sappiamo che si possono affrontare questi temi un po’ più adulti anche sulle pagine di Topolino, quindi, perché no?

(Antonio Marangi)

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