Immancabile come il canone Rai, ma decisamente più gradito, ecco arrivare l’appuntamento annuale con l’Almanacco del West, la rassegna della Bonelli che fa luce sul mondo della vecchia frontiera e sulle ultime news legate ad esso.

Anche quest’anno (Almanacco del West 2015, 176 pp. b/n, Sergio Bonelli Editore, € 6,30) il piatto si presenta succulento, ma ahinoi scarno (un po’ come quei ristoranti super stellati che ti portano – sob! – porzioni da canarini): non certamente per colpa della Bonelli, che come al solito confeziona un prodotto di ottima qualità, ma per la cronica mancanza di “materia prima” legata al mondo del far west.

almanacco_west_2015La penuria di nuove proposte si riscontra soprattutto quando si entra nella sezione film, un tempo zeppa di novità ed ora sempre più chiusa in sé stessa, a dimostrazione di come i produttori e i registi disposti a cimentarsi col genere western (e non valgono i remake!) siano più rari dei capelli bianchi di Tex. Quantomeno, possiamo rifugiarci in un passato decisamente più glorioso, grazie al bell’articolo su Sergio Corbucci, “padre” cinematografico di Django e regista di innumerevoli spaghetti-western.

Completano la sezione articoli un lungo reportage sulle ultime opere letterarie ambientate nella vecchia frontiera ed un interessante articolo dedicato al modo tutto indiano di tramandare storie e notizie, diversissimo dal nostro ma non per questo meno efficace e duraturo.

Anche quest’anno, poi, i fans del western fumettistico hanno pane per i loro denti: accanto a un bell’articolo sui giustizieri mascherati a cavallo (da Zorro a Lone Ranger, passando per i nostri Kinowa e Maschera Nera), troviamo infatti l’immancabile appuntamento con il racconto inedito di Tex, firmato in quest’occasione da Pasquale Ruju (testi) e Sandro Scascitelli (disegnatore che avevamo già visto all’opera sul Color Tex del 2013).

La storia, dura e violenta come i film di Corbucci, sviluppa uno dei temi principali di tanti film e racconti western: la vendetta. È infatti la storia di un uomo che ha votato la sua vita all’omicidio di colui che lo rese orfano. Ma è anche la storia di altri due uomini, Tex e Carson, decisi più che mai a fare giustizia di fronte all’ennesimo massacro indiscriminato di pellerossa. Due storie di rancori e vendette, due trame che si incroceranno tragicamente nel finale, quando ormai le carte saranno scoperte ed i protagonisti saranno uno di fronte all’altro.

Concludendo, una domanda sorge spontanea: è ancora vivo il genere western? Una risposta definitiva è impossibile darla. Ma di una cosa possiamo essere certi: in Italia abbiamo Tex: teniamocelo ben stretto!

(Roberto Orzetti)