È l’evento fumettistico di questi giorni: l’uscita in edicola dell’elegante volume cartonato Tex: l’eroe, la leggenda, di Paolo Eleuteri Serpieri. Si tratta della prima uscita di una nuova serie a periodicità annuale della Casa di via Buonarroti, Tex d’autore, che ogni anno metterà il ranger di Bonelli&Galep nelle mani di un grande maestro delle Nuvole Parlanti. Per inaugurare la serie (nr. 1, 48 pp a colori, Bonelli Editore, febbraio 2015, € 6,90), è stato chiamato appunto Paolo Eleuteri Serpieri, mostro sacro del Fumetto con un ampio passato anche sul western.
Il volume – sicuramente da insignire con la nostra coccarda SSGF (Signore e Signori, questo è Grande Fumetto) – ha più che favorevolmente colpito la Sbam-redazione. Eccovi dunque la nostra (doppia!) recensione.

Tex_Serpieri«Nel west, se la leggenda diventa realtà, vince la leggenda» disse John Ford, il grande regista di Ombre Rosse. Una frase non a caso riportata nell’introduzione dell’elegante volume che la Bonelli ha appena pubblicato in edicola e che segna anche l’ingresso trionfale della Casa di via Buonarroti nelle librerie generaliste. Una frase assolutamente adeguata a quest’opera, visto che qui di leggende se ne incontrano ben due: il personaggio (probabilmente) più celebre delle Nuvolette italiane, da settant’anni sulle scene, e il grande autore di centinaia di tavole, ben distribuite tra avventura,  western, storico, fantascienza, erotico (do you know Druuna?)…
Ma la frase di Ford si può qui interpretare anche in un altro senso: Serpieri rivisita in queste poche, spettacolari pagine, le origini (nel senso marvelliano del termine) di Tex. A narrarle in flashback è un Kit Carson (ma sarà proprio lui?) ormai invecchiatissimo, che le rievoca per un giornalista (giornalista?) che lo sta intervistando: narra del suo primo incontro con questo incredibile giustiziere, forte, deciso, abile, coraggioso ai limiti dell’incoscienza. Un incontro che porterà – questo il narratore non lo dice, ma lo sappiamo bene noi lettori – a un lunghissimo, proficuo sodalizio.
Quello che risulta dal suo racconto è un Tex diverso, molto diverso, a cominciare dalla fluente zazzera che gli incornicia il volto, da quello che siamo abituati a conoscere. Forse è un Tex “alternativo”, quello di una… realtà parallela (per restare ai toni marvelliani), comunque un Tex ammantato di un’aura di pura leggenda. Appunto. E qui torniano a Ford, ma anche a Gian Luigi Bonelli in persona, che lo presentò con toni ugualmente “maestosi” col celebre incipit: «Dicono che venisse da Nord, come il vento gelido che spazza durante l’inverno le pianure della grande prateria…».
Non possiamo rivelare nient’altro della trama: è breve, ma intensissima, e sarebbe impossibile evitare spoiler. Resta da fare un doveroso cenno ai disegni. Poco da dire: parliamo del tratto e del colore di un grande maestro, uno dei pochi che è riuscito a crearsi uno stile personalissimo, dettagliato fino all’angolo più nascosto di ogni vignetta; fedele al classico, ma capace di proporre in ogni pagina una diversa struttura della tavola, libera da schemi fissi (su un prodotto bonelliano!). Ecco, forse in qualcuna di queste tavole il testo nei baloon è eccessivamente lungo e “copre” troppo. Ma il giudizio finale non può che essere il nostro SSGF!

(Antonio Marangi)

Tex-Serpieri-2Paolo Eleuteri Serpieri è un indiscusso maestro del fumetto italiano, uno di quegli autori che non hanno certo bisogno di presentazione. Ho sempre sperato di vederlo sulle pagine del Ranger più famoso d’Italia e, finalmente, sono stato accontentato: il suo Tex non poteva essere più perfetto, più magico, ma anche più… incongruente, quasi fosse un Willer di un universo parallelo. Ma, nonostante le incongruenze con il “vero” passato del nostro Aquila della Notte, credo che il racconto verrà apprezzato anche dagli appassionati più intransigenti ed estremisti.
Questo Tex non è Tex, ma nello stesso tempo lo è: questo mi basta.
Non mi sento di dire nulla della storia, se non che l’escamotage di un Carson assai anziano che racconta parlando di un passato ormai lontano richiama l’incipit di certi importanti romanzi western ed è un piacere poterne assaporare le atmosfere.
Il disegno è un estremo godimento per gli occhi, ma, a questo, Serpieri ci ha abituato e la sua arte non è certo una sorpresa.
Una bella idea, un bel “mini-romanzo” a fumetti, da leggere e conservare. Dovessi dargli un voto da uno a dieci darei… trenta e lode. Un plauso anche alla Sergio Bonelli Editore che
sperimenta nuovi percorsi narrativi per il suo personaggio di punta, sconcertando anche coloro che, troppo spesso, accusano di “immobilismo” la casa editrice di via Buonarroti.
Quest’albo è il primo di una serie riservata ai “grandi autori”, quelli del “fumetto-bene”: il progetto di offrire un albo cartonato a colori di cinquantadue pagine ad un prezzo competitivo è a mio avviso una vera mossa vincente.
Lunga vita a Tex!

(Daniele ‘Tarlo’ Tarlazzi)