scuola_fumettoÈ il più vecchio e prestigioso istituto italiano dedicato alla formazione dei futuri professionisti della Nona Arte. Non a caso, lo scorso anno ha orgogliosamente spento le 35 candeline. Ma la Scuola del Fumetto di Milano non dorme sugli allori passati e presenti, preferendo guardare invece al futuro: un futuro che, per l’istituto meneghino (al quale, da una decina d’anni, si è aggiunta anche una sede a Palermo), significa prima di ogni altra cosa rinnovare l’impegno che gli ha consentito finora di costruire un’offerta formativa con pochi eguali, in termini sia qualitativi (livello dei corsi e del corpo docente) sia quantitativi (durata degli studi, numero delle ore annuali). Nonostante questa apprezzabilissima tensione verso il domani, Giuseppe Calzolari, fondatore e direttore della Scuola, ha accettato comunque di iniziare la nostra chiacchierata con un doveroso sguardo al recente passato. Vale a dire, all’anno appena trascorso.

Puoi tracciare un sintetico bilancio di come si è chiuso il 2014 per la Scuola del Fumetto?    
Quello appena trascorso è stato per tutti noi un anno molto impegnativo, che è terminato nel migliore dei modi. È stato anche l’anno che ha celebrato il 35° anniversario della presenza della Scuola nel mercato della formazione e del lavoro. Abbiamo avuto diversi contatti anche in ambienti che esulano dal fumetto: clienti che si sono avvicinati al linguaggio del nostro medium per utilizzarlo nella loro comunicazione. E questo significa che quando si lavora al meglio la risposta c’è, anche in periodi certamente non facili come quello che stiamo vivendo. Diversi nostri allievi hanno già iniziato ad avere contatti con il mondo del lavoro e questo, inutile dirlo, ci stimola a impegnarci ancora di più in futuro.
Abbiamo realizzato quattro esposizioni, a cominciare dalla mostra dedicata a Carlo Jacono, illustratore delle copertine del Giallo Mondadori e di Segretissimo. La seconda mostra, nell’ambito della manifestazione Photofestival, ha presentato le fotografe Luisa Pineri ed Elena Carozzi e il fotografo Licinio Sacconi. C’è stata poi la mostra-evento presso Wow, il Museo del Fumetto di Milano, in occasione del 35° anniversario della nostra Scuola. E ultima, ma non certo per importanza, la mostra di Georges Pichard, maestro francese dell’erotismo.
Nel corso del 2014 non abbiamo ricevuto riconoscimenti “ufficiali” o premi di sorta, ma il miglior riconoscimento è quello che viene tutti i giorni dai nostri magnifici allievi e dal mondo del lavoro, che continua a gratificarci.

scuola_fumetto_2Venendo ora al 2015, quali novità “bollono in pentola” in termini di offerta formativa, composizione del corpo docente o altro?
Tanto per cominciare, mi auguro che quest’anno si sviluppi sulla falsariga del precedente. Questo perché noi non corriamo dietro ai numeri tanto per farne massa; preferiamo cercare la qualità, anche se non sempre la si trova, e allora lavoriamo al meglio con gli allievi che abbiamo.
Nel 2015 ci saranno dei cambiamenti nell’offerta formativa, a livello di metodo ma anche con l’introduzione di nuovi corsi. Bisogna “stare dietro” al mercato, sentire, annusare costantemente quello che si muove nel settore, ma essere anche molto attenti a non fare passi falsi. Oggi gli allievi sono particolarmente esigenti: ce ne accorgiamo confrontandoci con quelli che arrivano da noi dopo aver frequentato altre scuole, dove forse non hanno trovato quello che cercavano.
Infine, il corpo docente: novità di rilievo non ce ne saranno, ma avremo sicuramente collaborazioni con professionisti di grande esperienza e creatività.

Da qualche settimana avete cominciato i colloqui per la scelta dei “talenti” da inserire nel nuovo anno scolastico. Come procede la selezione?
Sì, abbiamo iniziato i colloqui per il nuovo anno scolastico e abbiamo già visto una ventina di potenziali allievi. Non tutti però sono pronti ad affrontare un anno pesante come il nostro. A costoro consigliamo corsi di preparazione al disegno, presso di noi o altre strutture. Certo, non è facile prevedere se un allievo ha la capacità di affrontare un percorso altamente professionale per tre lunghi anni, a 750 ore l’anno. Qualche giorno fa abbiamo ricevuto una telefonata da parte di un ragazzo che chiedeva informazioni sui nostri corsi; quando ci ha chiesto quante ore si facevano a scuola è rimasto un attimo in silenzio, poi ha domandato: «Ma come mai voi fate tante ore, mentre le altre scuole ne fanno solo sei alla settimana?». La risposta è stata: «Il nostro è un lavoro bello, entusiasmante, gratificante, ma molto faticoso. Se te la senti di impegnarti e studiare per tre anni, avrai raggiunto una professionalità che potrai spendere nel mondo del lavoro».

Quali caratteristiche richiedete ai vostri futuri allievi?
Serve uno spirito di sacrificio enorme, una voglia di imparare eccezionale e una creatività che non si può prendere in prestito dagli altri.
Il disegnatore di fumetto incorpora in sé tanti altri disegnatori: deve studiare l’anatomia, la prospettiva, l’architettura, per conoscere lo spazio dove si muoveranno i personaggi. Deve studiare la storia dell’arte, per acquisire conoscenze e pratiche coloristiche, saper riconoscere i segni per il ripasso a china, deve studiare la letteratura per scrivere e saper leggere una sceneggiatura scritta da altri. E mi fermo qui, perché le cose da imparare sono davvero tante: per questo, la frequentazione della Scuola porta ad avere una conoscenza professionale lunga 2.250 ore di lavoro costante.