Hypno-spidermanTorniamo a parlare delle “storie rimaste nella storia” del nostro Spider-Man preferito (qui l’ultima “puntata”): questa volta ci concentriamo sui team-up tra il nostro Ragnetto e la musica. Che c’azzecca l’Uomo Ragno con gli spartiti?
I più nostalgici di voi ricorderanno solo i mitici balletti che Mary Jane Watson improvvisava per “fare ombra” a Gwen Stacy nelle spensierate serate al Coffee Bean, oppure la mitica sigla del cartone animato reinterpretata più di recente da Michael Bublé e poco altro (ok, ci sarebbe anche una certa altra canzone dei primi anni ’90… ma questa è un’altra storia)…

Tocca quindi a noi di Sbam! aprire il polveroso archivio ragnesco ed estrarre due personaggi misconosciuti ai più, di quelli che contano veramente una manciata di apparizioni, ma che hanno portato un po’ di musica (di dubbia qualità, ma tant’è), nelle storie dell’Uomo Ragno. Stiamo parlando di Hypno Hustler e di Lonesome Pinky, rispettivamente nemico e vicino di casa del nostro protagonista.

Il primo fa la sua prima (ed unica, se si esclude una breve comparsata nel 2010) apparizione su Spectacular Spider-Man 24 del 1978, nella storia intitolata Spider-Man Night Fever. In uno dei suoi rari momenti di spensieratezza, Peter decide di farsi trascinare in una serata in discoteca, in compagnia dei suoi amici di allora: Flash Thompson (che faceva coppia con la bella Sha-Shan), Glory Grant, Harry Osborn (accompagnato da Liz Allen) e Betty Brant, all’epoca vittima di un ritorno di fiamma nei confronti dell’ex fidanzato Peter. Al Beyond Forever, tutti sembrano divertirsi tranne il nostro protagonista, che appare più scocciato che mai… finché qualcosa non desta la sua curiosità: l’entrata in scena di Hypno-Hustler e delle sue Mercy Killers! Una musica strana la loro, quasi ipnotica: e di fatti la sala, ad un certo punto, si ferma ed i ballerini diventano statue. Tutti tranne uno, il nostro Peter, che grazie al suo senso di ragno capisce che c’è qualcosa che non va e riesce appena in tempo a fabbricarsi dei tappi per le orecchie con la tela. Il piano dei cattivi è semplice: il canto delle Mercy, unito alle abilità ipnotiche di Hustler, servirà alla banda per alleggerire gli astanti di portafogli e gioielli! Decisamente una band fuori dal comune, che però non darà troppi problemi al nostro tessiragnatele: insomma, non sarà mica un caso se il nostro cattivone sia saldamente piazzato da anni ai primi posti tra i nemici più sf…ortunati dell’Arrampicamuri!

Da uno che usava la musica per scopi tutt’altro che artistici, passiamo ora a parlare di un musicista a tutti gli effetti, ma che (nonostante l’enorme passione) ha ottenuto più o meno gli stessi successi del suo predecessore. Parliamo del vicino di casa di Peter Parker, l’innocuo e taciturno Mr. Pincus… un ometto sulla quarantina che nel dopolavoro batte i peggiori locali della Grande Mela armato della sua chitarra e della sua voce, sotto lo pseudonimo di Lonesome Pinky.

Capita un giorno che questo John Denver dei poveri decida di invitare il nostro Peter ad una sua serata in un locale, e che questi (mosso più che altro da pietà umana) decida di andarci: ma il senso di ragno del nostro, anche in un posto apparentemente così tranquillo, inizia a pizzicare alla grande… e non certamente a causa della dubbia qualità della musica di Pinky! Ad un certo punto infatti, la gente all’interno del locale inizia ad impazzire, come se fosse drogata. Il nostro Spidey capisce subito che è la birra ad avere qualcosa che non va, e parte alla ricerca dell’antidoto… Peccato che nel frattempo il pubblico di Mr. Pincus stia letteralmente facendo a pezzi il locale… finché non si sente un accordo di chitarra. E poi un altro. E poi il cantante comincia a cantare… e la gente si blocca: incredibile a dirsi, la musica di Lonesome Pinky è l’unica arma contro la follia dei clienti del Mickey’s! Inizia quindi una storia nella storia: da un lato il nostro cantante, che non può smettere di esibirsi, pena la follia generale; dall’altro l’Arrampicamuri, che, dopo essersi procurato l’antidoto, corre per tornare al locale, davanti al quale trova, ad attenderlo, Ramrod, cyborg malvagio già scontratosi con lui e Devil in un vecchio albo di quest’ultimo. Ovviamente il nostro eroe dovrà sbarazzarsene prima che gli effetti del veleno diventino irreversibili e la gente inizi a morire… ma ce la farà il nostro Lonesome Pinky a cantare così a lungo?

Un po’ di credits.

Spider-Man Night Fever è firmata da Bill Mantlo (testi) e Frank Springer (disegnatore non propriamente eccelso); la sua prima pubblicazione italiana (con il titolo Paura nella metropolitana) è L’Uomo Ragno (Corno) 275, mentre l’edizione più recente la trovate su L’Uomo Ragno Classic 60, dicembre 1995.

Un blues per Lonesome Pinky (tratta dall’originale Amazing Spider-Man 221) è stata pubblicata in Italia sul quarto numero de L’Uomo Ragno edizione Star Comics, ma è sicuramente più agevole (e meno dispendioso) reperire l’edizione più recente, su L’Uomo Ragno Classic 81 (ottobre 1997); è firmata da Dennis O’Neil (testi), Alan Kupperberg (matite) e Jim Mooney (chine).

(Roberto Orzetti)