Da appassionato del giallo non potevo certamente farmi sfuggire questo nuovo titolo della collana antologica di casa Bonelli, che entra nel suo terzo anno di vita lanciando nelle edicole del Belpaese un nuovo eroe tutto italiano: il suo nome è Mercurio Loi (le Storie nr. 28, Sergio Bonelli Editore, gennaio 2015, 96 pagg. b/n, € 3,80) e il suo esordio non può certamente lasciarci indifferenti.

Il nostro protagonista è un personaggio un po’ sui generis, che ricorda tanti miti letterari e fumettistici, da Sherlock Holmes a Batman, in un abile mix dei loro tratti più salienti…
Mercurio-LoiCome nel caso del celebre detective di Baker Street, siamo infatti di fronte ad un tipetto originale, molto razionale ed altrettanto vanitoso, con la giusta dose di arroganza che lo rende immediatamente simpatico al lettore (ed antipatico ai suoi collaboratori). Come il Cavaliere Oscuro, invece, Loi ha l’abitudine a muoversi dopo il tramonto (armato di un bastone multiuso stile Devil), senza maschera e mantello ma con un’identità segreta da proteggere: quella di professore universitario.
E, come Watson e Robin fanno da spalla agli illustri predecessori del Nostro, qui troviamo il giovane Ottone De Angelis, studente del professor Loi durante il giorno e suo partner avventuroso dal tramonto all’alba.

La storia è ambientata nella Roma dei primi decenni dell’Ottocento, città affascinante, ma piena di misteri e intrighi (con, perché no?, anche qualche punta di sovrannaturale), spaccata dalle lotte di classe e dai piani rivoluzionari della neonata Carboneria, che da lì a poco avrebbe fatto molto parlare di sé.

Un ottimo prodotto, a mio avviso, firmato da due autori che certamente non necessitano di grandi presentazioni: ai testi troviamo infatti Alessandro Bilotta, ormai abituale frequentatore di via Buonarroti come sceneggiatore di Martin Mystère e Dylan Dog (senza dimenticare i numerosi lavori extra-Bonelli, tra cui Valter Buio e i vari successi in terra francese), e che pare avere una certa predilezione per le avventure con ambientazione capitolina (suo infatti il recentissimo Dampyr intitolato La Papessa di Roma). Ai disegni l’ottimo Matteo Mosca (Lazarus Ledd, Valter Buio), già disegnatore (sempre su testi di Bilotta) del quinto numero di le Storie.

Come già è accaduto per altri albi di questa serie, anche qui si ha la netta impressione di un’avventura che la Bonelli propone al pubblico come one-shot per testarne il gradimento e valutare l’opportunità di un prosieguo. Nel caso di Mercurio Loi il pollice è decisamente rivolto verso l’alto, e la speranza è che l’editore prenda in considerazione l’ipotesi di una nuova collana autonoma.

(Roberto Orzetti)

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