calvin-hobbesSfogliare questo vecchio volume ci dà lo spunto per parlare di una delle strip umoristiche più riuscite e diffuse di sempre, degna erede di una nobilissima dinastia cominciata con Yellow Kid, ai primordi della Nona Arte, e passata per Little Nemo, Charlie Brown, Mafalda, giusto per citare solo i grossissimi calibri.
Correva l’anno 1985 quando Bill Watterson lanciò – per poi produrle per un decennio giusto giusto – le avventure di un bambino di sei anni, discolo quanto basta, dotato di una sfrenata fantasia e interessato unicamente a giocare, svicolando il più possibile dagli impegni scolastici. Insomma, un bambino, un bambino a tutto tondo, come è ovvio e giusto che sia un pargolo di sei anni. Calvin vive nel suo mondo di fantasia, lo sovrappone perfettamente al mondo reale e lascia sbigottiti gli adulti, che non riescono più a vedere le cose con quello stesso spirito. Ecco che la maestra – la signora Vermoni – è in realtà un orribile mostro da affrontare con un’arma spaziale in pugno, e la cameretta è di volta in volta il suolo lunare, una landa preistorica piena di dinosauri o una terra misteriosa che nasconde (tipicamente sotto il letto) entità terribili… Se poi, nell’affrontare questi tremendi “pericoli”, a farne le spese sono i vetri della finestra o la lampada da tavolo, pazienza: la mamma, per quanto furiosa, dovrà farsene una ragione…

Nell’introduzione a questo volume, una raccolta delle strisce di Watterson edita da Cosimo Panini nel 1996 sotto il marchio Comix, Garry Troudeau scriveva: «È soprendente, ma la stragrande maggioranza degli autori di strisce comiche per bambini (…) dimostra di avere ben poco feeling e fiducia nella vera  fonte di comicità che è l’infanzia in tutta la sua fascinosa spensieratezza. Questo non vale per Bill Watterson».

calvin-hobbes-1Watterson, infatti, questo feeling lo ha ben presente. La prova lampante sta nel comprimario delle avventure di Calvin: Hobbes, il classico amico immaginario del bambino-protagonista, in questo caso rappresentato da una tigre di pezza. Ma se i genitori di Calvin, così come chiunque altro, nel guardare Hobbes vedono appunto una tigre di pezza, nella solitudine dei suoi giochi, Calvin ha invece davanti a sè una tigre in carne e ossa, ideale compagno di giochi con cui dividere sogni e fantasie, con cui talvolta perfino litigare…

C’è sicuramente qualcosa dei suoi illustri precedessori in Calvin: ma se Snoopy immagina di essere un pilota della Seconda Guerra Mondiale, e lascia immaginare la stessa cosa al lettore, Calvin è un astronauta, e il lettore lo vede davvero volare nello spazio. Un po’ come capitava a Little Nemo: ma Calvin non dorme, lui decide i suoi sogni. Se Charlie Brown ha problemi nei rapporti coi suoi coetanei, anche Calvin ha le sue difficoltà con la piccola Siusi o col prepotentissimo Sancio, ma è molto più deciso nel suo agire. Un po’ come Mafalda, forse, anche se il suo stile di vita è più simile a quello di Miguelito. Se gli adulti tra i Peanuts sono solo vaghe presenze, senza voce e senza aspetto, i genitori e la maestra di Calvin sono parte largamente attiva delle strip: ma, incapaci come sono di ricordare quando erano bambini anche loro (nemmeno la giovanissima baby-sitter Rosalyn ci riesce), escono sconfitti dal confronto.
Almeno finché Calvin non li chiama di notte, terrorizzato da un rumore sospetto…

(Antonio Marangi)