Lettera-Martin-FF-1963Tutti conoscono George R.R. Martin, autore di una delle saghe fantasy più lette degli ultimi decenni, Le Cronache del ghiaccio e del fuoco, da cui è stato tratto l’altrettanto celebre serial tv Il Trono di Spade. Quello che non tutti sanno, però, è che Martin è da sempre anche un grande appassionato di fumetti Marvel. Un fan in piena regola, che ben prima di diventare scrittore di successo era solito riempire di lettere entusiastiche le pagine della posta dei suoi comics preferiti. Se non ci credete, ve ne mostriamo una, pubblicata su Fantastic Four nel lontano 1963.
Nel corso degli anni, l’amore di Martin per la Casa delle Idee e per i suoi eroi non è mai venuto meno, come lui stesso ha ricordato nel corso di una recente intervista a MTV. Spiegando, tra l’altro, di aver sempre nutrito una particolare predilezione per il Dottor Strange e confessando il sogno, neanche tanto nascosto, di poter un giorno scrivere le sue avventure.
Un sogno che, però, pare destinato a rimanere tale, almeno a giudicare dalle condizioni che lo stesso Martin vorrebbe vedere soddisfatte prima di avviare una collaborazione con la casa editrice. Tanto per cominciare, la sua storia dovrebbe «rimanere per sempre, senza mai essere rivista o riformulata nel caso uno scrittore successivo dovesse metterci mano. Ho sempre detestato – racconta ancora Martin nell’intervista – i reboot e i retcon, il fatto che un nuovo scrittore annulli ciò che aveva fatto il precedente, riportando in vita i personaggi morti e facendone morire altri».

Dottor_StrangeDifficile, per non dire impossibile, immaginare che i vertici della Marvel possano al momento accettare condizioni simili. Peccato, perché i piani di Martin per il Signore delle arti mistiche sarebbero sfiziosi: «Lo separerei dal resto dell’Universo Marvel e non lo farei entrare in nessuna squadra. Lui è un personaggio che non dovrebbe neppure essere conosciuto dagli altri supereroi. È uno che sta ai margini dell’Universo Marvel e protegge il mondo e la nostra dimensione da pericoli che l’Uomo Ragno e i Vendicatori non possono nemmeno immaginare. È il nostro bastione contro Cthulhu, gli Antichi o il terribile Dormammu. Così è il Dottor Strange al suo meglio, e non a caso Stan Lee e Steve Ditko lo raccontavano proprio in questo modo».