sogno_brunaUno spaccato di una Milano che non c’è più. Le case di ringhiera. Il locale col pianoforte. Porta Romana bella, Porta Romana… La compagnia degli amici, forse non tutti così affidabili come sembrerebbe. La scighera. E poi il fumo, la denuncia politica, la celere. Gli scontri.
Un immigrato calabrese, molto bravo a disegnare, che sbarca il lunario in qualche modo con le sue tavole. Il sogno di un editore e di un minimo di stabilità economica. La solidarietà con i vicini di casa. Ma soprattutto una bambina, la sua bambina, che aspetta il ritorno impossibile della sua mamma, nel lettino, con i suoi orsacchiotti.

Tutto questo e molto altro è Il sogno di Bruna, romanzo a fumetti autobiografico di Vincenzo Jannuzzi, in arte Janù, autoprodotto e distribuito in proprio dallo stesso autore: un regalo a quella bambina, che oggi ha qualche annetto in più, ma è sempre affezionatissima al suo papà. Così come sono affezionati a lui i suoi amici di quell’epoca, accorsi in gran numero alla presentazione di questo libro nelle sale di Wow Spazio Fumetto a Milano, qualche tempo fa, e che si sono “riconosciuti” tra queste pagine.

jannuzzi_wowMa anche chi – come chi scrive – non fa parte di questa ristretta cerchia, non avrà nessuna difficoltà ad apprezzare questo lavoro, che colpisce soprattutto per due aspetti.
Prima di tutto il ricordo di Bruna, vera protagonista della storia, la struggente poesia che Janù le dedica, mettendo a nudo le sue sensazioni e la sua nostalgia, a disposizione di chiunque voglia coglierla.
Poi il disegno, la linea secca, bianco/nero freddo e senza ombre, il tratto grottesco, caricaturale, forzato, perfino umoristico, eppure perfettamente in grado di rendere i momenti più drammatici della trama. Un contrasto che rende molto bene “il personaggio” Jannuzzi: fuori dagli schemi tradizionali da cui non vuole essere ingabbiato. Ciò che conta per lui – ha raccontato, ma soprattutto hanno detto di lui molti degli intervenuti alla presentazione – è esprimersi attraverso i suoi fumetti, prescindendo… dal resto del mondo.
Un’autoproduzione, dunque – cui ha contribuito anche un crowdfunding di appassionati – per poter raccontare questa storia, così importante per Janù, senza aspettare un editore e/o un momento economico più favorevole. Solo Nona Arte.

(Antonio Marangi)

P.S. Se vogliamo cercare il pelo nell’uovo nell’esame di questo volume, ebbene è nel lettering. Elettronico, freddino, non all’altezza del disegno. Un peccato, ma comunque perdonabilissimo.

P.P.S Chi volesse copia del volume, può richiederlo direttamente all’autore, contattabile su Twitter: @EnzoIanuz

Post correlati