Vera Brosgol, Anya e il suo fantasma, 224 pp, Bao Publishing 2013, € 16,00

anyaTra le proposte da libreria della Bao Publishing spicca un graphic novel che ha avuto come padrini due nomi non proprio da sottovalutare come Neil Gaiman e Scott McCloud: Anya e il suo fantasma, opera prima di Vera Brosgol, autrice russa di nascita e poi emigrata prima in Canada e poi negli Stati Uniti. Un’esperienza che torna nelle sue pagine, raccontando anche aspetti insoliti della questione immigrati, perché non si parla mai molto di chi arriva in Occidente dall’ex Cortina di Ferro .
Un’opera che colpisce fin dalle prime pagine per il suo stile, molto diverso da quello solito dell’area a stelle e strisce, e che riecheggia un’altra storia, anch’essa scritta da una donna, che parlava – sia pure con toni diversi – di crescita e di scontro tra culture: Persepolis di Marjane Satrapi.
Anya, protagonista di questa fiaba gotica, è di origine russa come la sua autrice, e si trova a dover vivere negli Stati Uniti: deve affrontare un difficile percorso di integrazione, tra problemi scolastici e familiari, facendo anche da ponte con la mamma, rimasta per ovvi motivi più legata alla terra d’origine. La storia è però paranormale; Anya cade un giorno in un pozzo, incontrando i resti e il fantasma di Emily, una ragazza vissuta quasi un secolo prima e che si presenta come vittima di un orribile delitto. Emily segue Anya nella sua vita, cominciando ad essere sempre più invadente e pericolosa, mentre Anya scopre che questa stramba amica le ha raccontato non poche bugie sulla sua fine e che sarà un’impresa liberarsi di lei. Anche perché a quanto pare la donna era pericolosa da viva e può esserlo molto anche da morta.
Una storia con echi di Tim Burton e Neil Gaiman, che non a caso l’ha adorata, e che senz’altro piace e piacerà a chi è appassionato di paranormale, horror, e gotico. Soprattutto quando questi elementi emergono da una realtà che sembra normale nella sua banalità e che invece si trasforma in altro, grazie a queste forze occulte.
Ma tra le pagine di questo volume si parla anche di bullismo, integrazione, immigrazione, cose attualissime in tutto questo nostro Occidente. E poi anche di voglia di vivere, di rapporto tra la vita e la morte, di amicizia, di sogni di una vita migliore.
Un fumetto che si può leggere a più livelli: come una bella storia horror che riprende elementi del gotico combinandoli in maniera intelligente, ma anche come romanzo di formazione dalle tematiche sociali e psicologiche molto forti. Un fumetto quindi interessante a varie età: per gli adolescenti può essere una palestra per riflettere sulla vita (e sulla morte) e sul mondo di oggi; chi è adulto può cogliere varie sfumature melanconiche e spaventose, riflettere sul crescere quando ormai si è attraversato il ponte.
A questo punto non si può non essere curiosi di leggere le altre opere dell’autrice: per Anya e il suo fantasma, Vera Brosgol è stata insignita di due premi prestigiosi come l’Eisner Award nel 2012 e l’Harvey Award.

(Elena Romanello • 19/11/2014)

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