Higway-hellUn fumetto italiano che sembra in tutto e per tutto un comic book americano. Dopo aver letto il numero 1 di Highway to Hell (Panini Suspense n. 7, Panini Comics, 48 pagg, novembre 2014, € 3,00), non si può fare a meno di pensare che in copertina ci starebbe proprio bene il logo della Image, oppure della Vertigo. Invece, sulla cover fanno bella mostra di sé i marchi della Panini e, soprattutto, quello dello studio Italian Job, gruppo di lavoro che riunisce alcune delle migliori matite del Belpaese (Giuseppe Camuncoli, Stefano Caselli, Francesco Mattina e Riccardo Burchielli, che firma questa miniserie).
Tutto, però, ha origine dalla fantasia di un musicista (anch’esso italianissimo) come Davide Dileo, alias Boosta dei Subsonica, che ha partorito il racconto da cui è tratto il fumetto. Una storia a cavallo tra il poliziesco e l’horror che si snoda nella sconfinata, desolata e ignorante provincia degli States, dove ciascuno di noi ha già visto ambientate decine di trame del genere, tra cinema, letteratura e comics.
Detta così, il rischio di cadere nel puro e semplice derivativo suona fortissimo: tanto più che anche la coppia dei protagonisti – due detective dalle personalità a prima vista inconciliabili, che si muovono sulle tracce di un serial killer di quelli particolarmente efferati – sembra presa pari pari da uno dei tanti buddy-movie hollywoodiani.
Ma allora il numero d’esordio di Highway to Hell, annunciato in pompa magna come una delle novità più attese dell’ultima Lucca Comics, si rivela una lettura deludente? Niente affatto, e questo per almeno tre ordini di motivi. Primo, in racconti di questo tipo una certa percentuale di stereotipi risulta non solo accettabile, ma se ben gestita è quasi parte integrante del divertissement. In secondo luogo, a regalare al tutto credibilità e concretezza provvedono i testi di uno scrittore come Victor Ghischler, autore di svariati romanzi oltre che sceneggiatore di X-Men e Deadpool per la Marvel. Un autentico figlio della provincia americana di cui sopra (vive in Louisiana), capace non solo di governare al meglio ritmo del racconto e colpi di scena, ma anche di creare atmosfere e ambientazioni che ben difficilmente sarebbero risultate altrettanto autentiche se scaturite dalla penna di un autore italiano. Last but not least, va rimarcato il livello sontuoso dei disegni, per nulla sorprendente visti i nomi coinvolti nel progetto. Oltre a Burchielli, nota di merito anche per il bravissimo Francesco Mattina, che regala alle copertine il caratteristico tocco dark che già l’ha fatto tanto apprezzare in casa Marvel e DC.
Insomma, tre euretti su Highway to Hell vale la pena di investirli, anche se ovviamente il primo numero risulta poco più di un robusto assaggio, che lascia senza risposa la maggior parte delle domande suscitate dalla lettura. Come nei migliori serial tv, però, già in questo episodio-pilota sono presenti, esplicitati o solamente accennati, tutti i principali ingredienti della serie. Ai prossimi albi, il compito di approfondirli a dovere.

(Marco De Rosa • 12/11/2014)