WinterWorldDavvero un bel colpo quello messo a segno dalla sempre più dinamica Editoriale Cosmo, che per la gioia dei fumettivori italiani ha scelto di portare nelle edicole del Belpaese, in un volume unico e a un prezzo assolutamente popolare, una perla come WinterWorld di Chuck Dixon e Jorge Zaffino (Cosmo Pocket nr. 7, novembre 2014, 144 pagine, € 5,00), presentata in anteprima al recente Lucca Comics & Games.
Si tratta di un’opera risalente all’ormai lontano 1987 e troppo spesso trascurata dagli stessi appassionati. Forse perché – almeno a prima vista – la trama non brilla in originalità: in un futuro indefinito la Terra ha conosciuto una nuova glaciazione, che ha spazzato via la civiltà per come la conosciamo. I pochi superstiti si aggirano abbruttiti in un gelo senza fine, alla ricerca di cibo e altri generi di prima necessità.
Una lotta per sopravvivenza in cui sembra cavarsela piuttosto bene il burbero mercante Scully, che viaggia da un insediamento all’altro a bordo di un mezzo corazzato, in compagnia di un feroce tasso ammaestrato che lo aiuta a cavarsela nelle situazioni più difficili. A cambiare radicalmente le sue prospettive arriva però l’incontro fortuito con la giovanissima Wynn: a dispetto dell’iniziale diffidenza, tra i due nasce un sodalizio sorprendentemente solido, tanto che Scully non esita mettere da parte il suo cinismo e a rischiare il tutto per tutto pur di salvarla…
In apparenza, un plot già visto in decine di film, romanzi e fumetti di ambientazione post-apocalittica. Al quale però Dixon, futuro scrittore del Punitore marvelliano, riesce a conferire un surplus di crudo realismo e un ritmo degno delle migliori pellicole del genere.
Ma quello che fa di WinterWorld un autentico masterpiece è la perfetta sinergia che si viene a creare tra i testi dell’autore americano e le spettacolari matite di Zaffino. Non a caso, all’epoca della prima pubblicazione, come miniserie in tre numeri per i tipi della Eclipse Comics, lo stesso Dixon ebbe a dichiarare di aver concepito questa storia proprio pensando allo stile del giovane artista argentino. Uno stile oscuro e quasi “malvagio”, dominato da grandi masse di nero e fitti tratteggi che però non pregiudicano mai la leggibilità della tavola, maturato alla scuola dell’historieta sull’esempio di maestri come Alberto Breccia e Horacio Altuna, ma pure di artisti americani quali Hal Foster, Gene Colan e Frank Frazetta. Anche se, ammirando queste pagine, il primo riferimento che ci è balzato agli occhi è all’immenso Joe Kubert, oltre che al nostro Sergio Toppi.

ww1Fu proprio WinterWorld ad aprire a Zaffino, che si era fatto le ossa in patria presso lo studio dei fratelli Ricardo ed Enrique Villagràn (disegnatori del celebre Nippur di Lagash), le porte del mercato nordamericano, dove negli anni seguenti avrà modo di lavorare con una certa assiduità per la Marvel, dando il meglio di sé soprattutto nell’epopea noir del Punitore (per rendervene conto, provate per esempio a recuperare il bellissimo graphic novel La loggia degli assassini…).

Jorge Zaffino se n’è andato nel luglio del 2002, a Buenos Aires. A soli 42 anni, un attacco cardiaco ha privato il mondo di un disegnatore che avrebbe avuto ancora tantissime storie da raccontare. Il bel volume della Cosmo, che oltre alla miniserie principale contiene anche il seguito WinterSea, può essere un ottimo modo per ricordare la sua arte, la cui forza espressiva emerge intatta nonostante il bianco e nero e l’adattamento delle tavole al formato “bonellide”.

Un’ultima nota: dopo decenni di oblio, il mondo di WinterWorld è di recente tornato alla ribalta negli Usa, grazie alla nuova collana regolare edita da IDW. E, udite udite, presto diventerà anche una serie tv, prodotta da Xbox Entertainment. Quando tutti ne parleranno, non dite che non vi avevamo avvertiti…

(Marco De Rosa • 10/11/2014)