POP-coverDove sarà mai finito? Era un mito, uno di quei personaggi che segnano un’intera epoca fino a diventarne un simbolo. Scomparso. Puf.
Un po’ come succede talvolta a quegli anziani attori, un tempo star per le folle osannanti, ma oggi ridotti a ricordare se stessi in una dimensione molto più piccola, entro cui faticano a stare. Anzi, dove non riescono a stare. Avete presente il personaggio interpretato da un grandissimo Alberto Sordi in Polvere di Stelle? Ecco, una cosa così.
Poi magari arriva un raggio di luce, una novità, un qualcuno che si ricorda di te, ti chiama, prova a riportarti in auge. Per cominciare magari una nuova vita.
Ecco, questa è proprio la “missione” che Fabiano Ambu si è posto con la sua iniziativa editoriale: riportare alla memoria di noi tutti un eroe dei tempi andati, amatissimo da chiunque l’abbia conosciuto, ma poi svanito nell’aere.
Lui è Popeye, il marinaio guercio sempre con la pipa in bocca e dallo sganassone d’acciaio. Era il 1929 quando il grande Elzie Crisler Segar lo fece esordire sulla scena del suo Thimble Theatre, nel pieno della Grande Depressione americana. Poi venne Bud Sagendorf, che successe al Maestro per impostare il personaggio – e tutta la sua coorte – sulla caratterizzazione definitiva. E ci furono i fratelli Fleischer, che ne diedero – primi fra tanti – la versione cartoonesca, in corti che hanno resistito per decenni ai cambi delle mode e dei gusti. Il compianto Robin Williams cominciò la sua grande carriera interpretando sul grande schermo proprio lui, Popeye.
E in Italia? Anche qui i bambini (e non solo) apprezzarono per decenni i suoi cartoni animati (benché inizialmente trasmessi dalla Rai in lingua originale!). Poi ci fu la grande intuizione dell’editore Renato Bianconi, che decise di lanciarne una versione “italianizzata” – affidata alle abilissime mani di Alberico Motta, Pier Luigi Sangalli e Sandro Dossi, tra gli altri – e di invadere le edicole con migliaia di pagine. Un boom, accompagnato anche da ristampe e riproposte continue di tutto, anche delle prime tavole di Segar.

Poi basta. Fine. I bambini di oggi a stento ne conoscono il nome. E allora magari, il povero Popeye si sarà sentito abbandonato, dimenticato…
Fino ad oggi.

POPinternoAmbu lo ritrova, Popeye, anzi, Pop, come si fa chiamare adesso. Ma lo ritrova vecchio e solitario: vive su un barcone ormeggiato in qualche angolo del porto di Venezia e sbarca il lunario facendo piccoli spettacoli da artista da strada. Annega solitudine e dolori nella bottiglia, circondato da poster e stampe che gli ricordano i bei tempi andati, il cinema, i fumetti…
In realtà non è davvero solo: con lui vive Chris, il figliolo che ha smesso da tempo il camicione di Pisellino per indossare la divisa del rivoluzionario che sogna di cambiare il mondo. Tanto Pop è abbattuto e abulico, tanto Chris è energico e risoluto. Il rapporto che ne deriva è decisamente conflittuale.
Altri se la passano invece molto meglio. Come Bluto, il politico corrotto che spadroneggia in città. O il ricco proprietario di una catena di fast-food, J. Wellington,  appassionatissimo dei suoi panini, manco fosse un Poldo Sbaffini qualsiasi…

disegno_ambuTutto questo e molto altro è in questo volumetto di 64 pagine a colori che Fabiano Ambu ha deciso di realizzare e produrre in tiratura limitata (100 copie, disponibili a Lucca Comics, dal 30 ottobre al 2 novembre 2014, presso lo stand E302Artists Alley², Padiglione Giglio, al costo di 15 €) sotto il suo marchio, Capitan Ambù Prodution. Una autoproduzione, dunque, la prima di questo poliedrico disegnatore che ha legato il suo nome principalmente al bonelliano Dampyr, ma che qui dimostra grande eclettismo e molto coraggio: si misura con un personaggio di spessore assoluto, dandone una versione modernissima, attuale (dobbiamo ricordare che non siamo più nell’epoca della Grande Depressione, ma che nemmeno oggi ce la passiamo troppo bene) e italiana. Si è posto una missione, dicevo all’inizio: riportare in auge Popeye. Come personaggio, che merita di essere riletto anche oggi, e come… “uomo”, non più eroe dal pugno invincibile, ma povero vecchio ubriacone.

Una missione che Fabiano Ambu affronta avvalendosi anche di due fondamentali compagni di viaggio, quali lo sceneggiatore Claudio Zen, che ha impostato la storia sul soggetto dello stesso Ambu, e Rosa ‘Vorticerosa‘ Puglisi, autrice del colore, del lettering, del logo e dell’impostazione grafica dell’albo, già all’opera in team con Fabiano su Josif.

Il risultato è di quelli che – come capita molto di rado – noi di Sbam! fregiamo del titolo “Signore e Signori, questo è Grande Fumetto“: il disegno, il colore, le espressioni dei visi, le inquadrature, i dialoghi, tutto concorre a una cupissima sensazione di tristezza opprimente, di pericolo che incombe…  Impossibile interrompere la lettura fino all’ultima pagina che – ahinoi – chiude la storia su un azzeccato cliffhanger che ci costringerà a trattenere il fiato per un anno intero, quando – promette Capitan Ambù – uscirà il secondo dei tre volumi previsti.

(Antonio Marangi • 29/10/2014)