sbam_AdamWild-1Dopo la recente infornata di saghe fantasy, space opera nichiliste e horror metropolitani, era forse tempo che la Bonelli tornasse al genere che, da decenni, rappresenta il suo più autentico marchio di fabbrica: l’avventura classica, con il suo bagaglio di terre inesplorate, popoli esotici ed eroi tutti d’un pezzo, pronti ad affrontare il pericolo con il sorriso sulle labbra e senza troppi scrupoli morali. Tutti ingredienti che contribuiscono a rendere particolarmente saporita (oltre che sfiziosamente “vintage”) la ricetta di Adam Wild, il nuovo mensile lanciato – come annunciato da tempo – dall’editore milanese e firmato da Gianfranco Manfredi, già autore dell’ottimo Magico Vento e delle miniserie Volto Nascosto e Shanghai Devil.
Ambientata alla fine del XIX secolo nell’Africa subequatoriale (prevalentemente in Tanzania, ma anche in Kenya, Congo, Nigeria, fino al Sud Africa), la serie ruota attorno alle imprese di un esploratore scozzese dal fisico atletico e dal baffetto malandrino. Pur essendo membro della prestigiosa Royal Geographical Society, il nostro si trova più a suo agio in azione, magari pistola in pugno, che nei seriosi salotti di Londra. Spirito libero e scanzonato, sul modello di storici avventurieri cinematografici come Errol Flynn (di cui riprende anche le fattezze) o Douglas Fairbanks, Adam ama profondamente l’Africa, che considera la sua patria d’elezione, e nutre un odio viscerale verso i negrieri, i trafficanti e gli sfruttatori di vario genere che minacciano le popolazioni indigene.
Una vocazione, questa, che appare evidente fin dalle primissime pagine dell’albo d’esordio (Gli schiavi di Zanzibar, Sergio Bonelli Editore, ottobre 2014, € 3,30), che vede Adam gettarsi a capofitto nell’azione per bloccare un traffico di schiavi (e d’avorio) in transito dall’arcipelago di Zanzibar, dove – nonostante sia stato formalmente abolito e vietato da tempo – tale “mercato” prosegue clandestinamente sottobanco, gestito da bande di arabi senza troppi scrupoli. E mentre si fa giustizia a suon di cazzotti e pallottole, il nostro eroe ha anche modo di accettare la proposta del bizzarro nobile italiano Narciso Molfetta, intenzionato a ingaggiarlo per una spedizione sulle tracce del celebre esploratore David Livingstone, e di liberare dalle catene la fiera principessa bantu Amina, con la quale sembra destinata a germogliare ben più di una semplice simpatia…

sbam-AdamWild-2Come molte delle ultime proposte Bonelli, da Orfani a Lukas, anche Adam Wild mutua la propria formula editoriale dai serial televisivi e prevede quindi uno sviluppo per “stagioni” di 12 episodi ciascuna. Attualmente risultano già scritte le prime due annate, per un totale di 24 numeri, mentre l’eventuale prosieguo della serie con un terzo ciclo e oltre dipenderà ovviamente dalla risposta del pubblico. Rispetto alla quale, lo stesso Manfredi si dimostra ottimista: “Ci sono lettori che mi seguono dai tempi di Magico Vento – ha dichiarato l’autore – e dunque non mi sono preoccupato di andare a cercare target particolari. Poi mi sono reso conto, anche dai messaggi che ho ricevuto nel corso della lavorazione, che c’è una certa attesa tra i lettori rimasti orfani di Mister No e anche tra molti aficionados di Zagor. Insomma, se ho un lettore di riferimento, questo è il lettore bonelliano Doc!”.

Diverse le matite che si alterneranno già nel corso della prima stagione: da Alessandro Nespolino, che ha disegnato il numero uno e a cui si deve la caratterizzazione grafica del protagonista e di tutti i personaggi principali, a Darko Perovic, che sarà il copertinista ufficiale della serie, fino a una squadra di artisti giovani e meno giovani, molti dei quali al debutto su una testata bonelliana. Eccoli, in ordine di apparizione: Vladimir “Laci” Krstic, Antonio Lucchi, Ibraim Roberson, Zoran Tucic, Stevan Subic, Massimo Cipriani, Giorgio Sommacal, Damjan Stanich, Matteo Bussola e Paolo Raffaelli.

(Marco De Rosa • 30/09/2014)