La leggenda di Tex: il West di Gianluigi Bonelli e Aurelio Galleppini – Dal 4 ottobre 2014 al 18 gennaio 2015 presso Wow Spazio Fumetto (Viale Campania 12 – Milano) – Orari: dal martedì al venerdì, dalle 15.00 alle 19.00; sabato e domenica dalle 15.00 alle 20.00 – Ingresso: 5 € (ridotto 3 €)

wow-leggenda-texVera e propria leggenda dell’immaginario, Tex Willer è uno dei personaggi più amati e longevi del fumetto italiano. WOW Spazio Fumetto, il Museo del Fumetto di Milano, allestisce dal 4 ottobre 2014 al 18 gennaio 2015 una grande mostra per celebrare Tex attraverso l’arte dei suoi due creatori: Gianluigi Bonelli (sceneggiatore) e Aurelio Galleppini, in arte Galep (disegnatore). Per la prima volta sono esposte in mostra, tutte assieme, oltre 250 tavole originali di Galep create per illustrare altrettante copertine e documenti preziosi che testimoniano il lavoro di Gianluigi Bonelli come sceneggiatore e creatore di storie. E in più testimonianze preziose, oggetti e memorabilia (tra cui i preziosissimi primi numeri della serie ancora nel classico formato striscia, riconosciuti come arte identitaria della Città di Milano) che testimoniano un sodalizio prezioso durato oltre mezzo secolo tra praterie e deserti, diligenze e indiani, banditi e fortini, qualche avventura sentimentale e tanta, tanta Avventura.
Quella con la A maiuscola!

Tex, la storia
1948
. Gli anni del secondo dopoguerra sono un periodo di grande fermento nell’editoria a fumetti italiana, con nuovi editori che si affacciano sul mercato proponendo decine di personaggi diversi, destinati a durare pochi mesi o a diventare presenze costanti nelle edicole italiane. La giovane casa editrice Audace di Tea Bonelli decide di puntare su due nuove serie, entrambe scritte da Gianluigi Bonelli e disegnate da Aurelio Galleppini, che esordiscono in contemporanea nel 1948. Il primo è Occhio Cupo, un eroe di cappa e spada su cui gli autori concentrano gran parte dei loro sforzi, mentre il secondo è un cowboy di nome Tex Willer, scritto velocemente e disegnato la sera nei ritagli di tempo. Ma i lettori decidono diversamente.
tex-striscia-001Occhio Cupo dura solo una manciata di numeri, mentre il piccolo albo a striscia di Tex, venduto a 15 lire, diventa il primo tassello di un successo sempre crescente. In breve tempo si toccano le 45 mila copie di vendita settimanale e Galep può finalmente rallentare il ritmo forsennato tenuto per diversi mesi, lasciando altri impegni per dedicarsi con maggior cura a Tex. In tutto usciranno nelle edicole, con periodicità settimanale, 973 albi a striscia, suddivisi in 36 serie, i cui resi venivano accorpati in raccoltine. Nel 1952 nasce il primo tentativo di una ristampa cronologica in un formato albo, una collana quindicinale con copertine splendide, che chiude i battenti nel 1960 (205 numeri suddivisi in otto serie). Le rese di questi albi, scopertinate e raccolte in 29 volumetti con una nuova copertina, vedono così la luce tra il 1954 e il 1957 e costituiscono la prima serie “gigante”, rarissima. Il gradimento del pubblico per questi volumetti convince l’editore a creare nel 1958 la nuova serie di Tex Gigante, che ristampa tutte le avventure apparse prima nelle strisce (fino al 1967) per proseguire con le nuove avventure.

La mostra
In mostra sarà esposta per la prima volta la più grande selezione di copertine di Aurelio Galleppini mai concepita. Oltre alle copertine più belle della cosiddetta seconda serie “Gigante”, quella che ancora oggi prosegue mensilmente a raccontare le avventure di Tex, saranno presenti alcune copertine di strisce, capolavori del Tex quindicinale e della prima serie “Gigante”, la pubblicazione meno conosciuta e più ricercata dai collezionisti.

Aurelio Galleppini

Aurelio Galleppini

Il percorso espositivo sarà una vera cavalcata nella storia del fumetto italiano: tra le oltre 250 tavole originali esposte sarà possibile vedere la mitica copertina de La Mano Rossa (storico n. 1 di Tex Gigante), le storie più amate del ranger, come Sangue navajo e Tex contro Mefisto, e vari numeri-anniversario, come il n. 100 SuperTex e il commovente n. 400, la copertina d’addio di Galep.
Alle copertine si affiancheranno altre preziose testimonianze, come l’originale del frontespizio che tuttora apre ogni nuova avventura di Tex, schizzi e rodovetri di animazione disegnati da Galep per un breve “cartone animato” realizzato in Super8 ai tempi di SuperGulp!, alcune copertine “fuori serie” (come quella del “Texone” e dei volumi Mondadori), oltre a schizzi preparatori, fotografie, copertine mai pubblicate e documenti inediti.

Altrettanto fondamentale per lo straordinario successo di Tex è stato naturalmente il lavoro di Gianluigi Bonelli. Soggettista di tutte le storie fino a metà degli anni Settanta, ha poi continuato a supervisionare tutta la produzione del Ranger fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 2001.
tex-GalleppiniBonelli si autodefiniva un “romanziere prestato al fumetto e mai più restituito”: le sue storie prendevano ispirazione da autori classici come Alexandre Dumas, Jack London e Victor Hugo, perché il lettore odia essere annoiato e vuole ritmo e azione. Il suo metodo di scrittura è peculiare: alla sceneggiatura affianca veloci schizzi che servono a suggerire al disegnatore l’impostazione da dare alla tavola. Attentissimo alle ambientazioni delle storie, segue su dettagliate mappe degli Stati Uniti gli spostamenti dei suoi personaggi, documentandosi anche attraverso riviste specializzate. Come tutti i grandi autori, anche Gianluigi Bonelli ha messo molto di sé nel suo eroe più famoso, che per lui rappresentava la dignità e il senso di giustizia: Tex sono io. Nel mio Tex c’è il mio senso di reazione a ogni ingiustizia”. L’identificazione caratteriale tra autore ed eroe è quindi molto forte. Il carattere di Tex-Bonelli si basa su alcuni dei sentimenti più intensi dell’animo umano: il fuoco sacro della dignità della vita, la percezione dell’idea di giustizia, la difesa dei deboli e degli oppressi, la saldezza dell’amicizia e del cameratismo, la volontà di arrivare alla meta, l’indignazione dettata da una costante tensione morale. E in mezzo a queste esplosioni di vitalità esistenziale, anche la delicatezza dei sentimenti, quando occorre.
In mostra sarà possibile vedere alcuni soggetti originali di Gianluigi Bonelli, oltre alla macchina per scrivere su cui ha creato le più belle storie di Tex.

Durante tutto il periodo dell’esposizione presso WOW Spazio Fumetto si alterneranno incontri con autori, presentazioni di libri ed eventi a tema western.

(c.s.)