(Attenzione: contiene spoiler!)
Orfani_12
Alla fine, sapevamo che ne sarebbe rimasto uno solo. Adesso, che con questo dodicesimo numero (Rock ‘n’ Roll, settembre 2014, Sergio Bonelli Editore, € 4,50 euro) la prima stagione di Orfani è giunta alla sua attesissima conclusione, sappiamo pure di chi si tratta. Dopo il tragico countdown che aveva visto morire uno per uno i membri della squadra, toccava a Ringo (alias Pistolero) e Jonas (alias Boyscout) affrontarsi per la resa dei conti. L’uno intenzionato a rivelare al mondo la grande menzogna che si cela dietro l’esplosione che ha spazzato via metà del pianeta e la successiva guerra contro gli alieni, l’altro deciso a impedirglielo ad ogni costo, convinto che la terribile verità porterebbe alla definitiva disgregazione della civiltà umana. O, almeno, di quello che ne rimane.
Motivazioni troppo diverse e inconciliabili, come del resto inconciliabili sono apparse fin dall’inizio le personalità dei due superstiti. Che ora, di ritorno dallo spazio profondo, si ritrovano faccia a faccia tra le macerie di una Londra spettrale e fradicia di pioggia, ben tratteggiata dalle matite del creatore grafico della serie, Emiliano Mammucari. Il cadavere di Juno, la fidanzata di Jonas che aveva però abbracciato la “scandalosa” ribellione di Ringo, è ancora caldo. Ma i due le rivolgono appena un rapido pensiero, presi come sono a massacrarsi di botte, sputandosi in faccia le rispettive recriminazioni in un dialogo tra sordi che può finire solamente con la morte. Quella di Jonas, che al culmine dello scontro si ritrova con la gola trapassata dal pugnale di Ringo: “Povero Boyscout… – sibila il Pistolero – tu credevi davvero di far parte di una squadra di eroi che avrebbe salvato il mondo, giusto? Ti sbagliavi, noi siamo i cattivi. E nelle buone storie… i cattivi muoiono!”.

In attesa di capire che cosa ci riserverà al seconda stagione, che vedrà Ringo come protagonista assoluto e di cui ci è già stata fornita un’anticipazione nelle ultime pagine di quest’albo, la parabola degli Orfani finisce così. Lasciando noi lettori impegnati a metabolizzare un epilogo indubbiamente “forte” e alle prese con qualche doveroso bilancio.
A conti fatti, che dire di questa prima run della space opera ideata da Roberto Recchioni (QUI parlavamo della sua “partenza”)? Che, al netto del surplus di aspettative creato da una campagna di lancio martellante come poche, si è trattato di una lettura assolutamente gradevole. Magari qualitativamente un po’ ondivaga, visto che i numeri centrali sono apparsi sottotono e la scelta narrativa della doppia linea temporale ha mostrato qua e là qualche segno di stanchezza. Di sicuro derivativa, almeno a livello di mood globale e di un linguaggio visivo in cui ciascuno ha potuto agevolmente riconoscere richiami ad almeno una mezza dozzina dei suoi film, romanzi o videogiochi preferiti. Ma questo immaginiamo che lo stesso Recchioni non farebbe fatica ad ammetterlo. Dopo, però, potrebbe invitarci a guardare più a fondo, a considerare che al di là del lessico e dei luoghi comuni da blockbuster americano (che comunque l’autore padroneggia benissimo…), Orfani è anche e soprattutto una storia di esseri umani. Di donne e di uomini segnati da un destino terribile, che lottano per migliorarsi e dare un senso alla propria vita. E che, uno dopo l’altro, inevitabilmente soccombono.
Per quanto riguarda l’aspetto artistico della serie, difficile formulare un giudizio uniforme, visto che ogni lettore avrà sicuramente potuto eleggere il suo preferito tra i diversi disegnatori alternatisi nel corso dei numeri (a volte anche due per numero), mantenendo comunque sempre un livello qualitativo più che dignitoso. Albo dopo albo, poi, anche la strombazzatissima novità del colore ha acquisito maggiore dignità, superando una certa iniziale sensazione di “posticcio” per diventare via via sempre più funzionale alle esigenze della narrazione. Fino a toccare vette di eccellenza come quella della spettacolare sequenza dell’accelerazione verso la Terra ammirata nel numero 11.
Ce n’è a sufficienza, insomma, per seguire con curiosità l’inizio della nuova stagione: appuntamento in edicola il 16 ottobre.

(Marco De Rosa)