La notizia si sta diffondendo rapidamente: nell’ambito del ri-ri-rilancio Marvel, noto negli States come All-New MarvelNow!, avremo una versione femminile di Thor. Nulla di più giusto: visto che i poteri del Dio del Tuono possono essere posseduti da chiunque sia degno di impugnare Mjolnir – il magico martello di uru (che è un materiale, non una persona o un’entità, equivoco che mi ha angustiato per eoni), forgiato nelle fucine dei nani e benedetto dall’incantesimo di Odino in persona –, nulla di più giusto, dicevo, che Thor possa essere impersonato anche da una donna, purché di adeguata nobiltà morale. La saga che porterà a questa rivoluzione è ancora in corso di pubblicazione negli USA, realizzata da Jason Aaron e Russell Dauterman: ma visto che il sito Blending Cool ha anticipato alcune immagini, perché non cominciare a curiosare?

Altri spifferi di corridoio fanno sapere che la ri-ri-rivoluzione di cui sopra coinvolgerà anche altri eroi: avremo un Capitan America afro-americano e una  Miss Marvel musulmana…
Fermo restando che, come tutte le grandi “rivoluzioni” che l’hanno preceduta, anche All-New finirà gattopardescamente in nulla o quasi, la domanda s’impone: in questo tripudio di politically-correct, why, p’cché non introdurre personaggi nuovi anziché massacrare quelli classici? Quando negli anni d’oro di Lee & Kirby si pensò bene di introdurre nel Marvel Universe (che pure non si chiamava ancora così…) un eroe nero, si lanciò Pantera Nera; e se il buon T’Challa poteva risultare troppo esotico, ecco anche Falcon, direttamente da Harlem. Eroi nuovi. Senza che nessuno sentisse la necessità di scarabattolare quelli esistenti (come? Anche voi state pensando a Dylan Dog?). Ma così è…

(Domenico Marinelli )

Post correlati