sbam_OnslaughtEcco una di quelle minisaghe Marvel in grado di farti venire il mal di testa… A cominciare dai protagonisti: da una parte, i Vendicatori Segreti, la formazione di Avengers fondata da Steve Rogers (nel periodo in cui non era più Capitan America: si faceva chiamare il Comandante, mentre il suo posto con lo scudo era stato preso da Bucky Barnes, già Soldato d’Inverno) per intervenire nelle situazioni dove necessitino più le abilità di una spia alla Vedova Nera che le martellate di Thor. La squadra – nella sua pur breve vita (proprio in questo stesso mese di agosto, sulla collana Capitan America potete leggere l’ultimo episodio della serie) – ha cambiato più e più volte formazione. In questa storia, agli ordini del Comandante, troviamo la stessa Vedova Nera, la Bestia, Sharon Carter, Ant-Man (nella versione impersonata da Eric O’Brady) e Nomad (su di lei torniamo tra poco). Confusi? Abbiamo appena cominciato…
Dall’altra parte dello schieramento si trova Onslaught, personaggio che se già non leggevate albi Marvel una ventina d’anni fa, potrebbe esservi ostico. Il Nostro è stato infatti protagonista di una maxisaga marvelliana (abilmente orchestrata da grandi nomi quali Scott Lodbell, Mark Waid, Andy Kubert), di quelle che adesso si susseguono una via l’altra, ma ai tempi erano più rare e dirompenti. Per farvela breve, in un qualche modo misterioso, i poteri di Charles Xavier, mentore degli X-Men, qui sopraffatto dalla sua “parte oscura”, si erano combinati con quelli di Magneto, dando origine a un essere “di pura energia psionica” (qualsiasi cosa voglia dire), fortissimo, potentissimo, dotato di telepatia e telecinesi, in grado di controllare il magnetismo, di distorcere la realtà (!), di creare illusioni, di emettere raggi di forza… e di certo mi sto scordando qualcosa. Già che c’era, ha indossato una corazza di indistruttibile adamantio e , ovviamente, era intenzionato a distruggere l’umanità per “salvare” i soli mutanti. Per fermarlo, servirono i poteri combinati di tutti gli eroi Marvel, Vendicatori, X-Men, Fantastici Quattro, Hulk e perfino del Dottor Destino, fino all’estremo sacrificio. Il mostro fu sconfitto, e Franklin Richards, figlioletto ancora infante di Mr Fantastic e della Donna Invisibile, a sua volta dotato di super-poteri di notevole portata (con cotanto di genitori era ovvio), riuscì in extremis a salvare gli eroi, creando per loro un nuovo mondo (!!) nel suo pallone (!!!). Era l’inizio di La rinascita degli eroi, un periodo che durò circa una anno in tutta la programmazione Marvel e che riazzerò le storiche collane di F4 e Vendicatori vari. I personaggi, completamente ignari del loro passato e degli eventi ante-Onslaught, vivevano nuove vite in questa dimensione parallela. Una delle tante raltà alternative della storia dei super-eroi, dunque, dove Capitan America, ad esempio, non conosceva Bucky Barnes, ma una giovin fanciulla, Rebecca Barnes, per gli amici Rikki, che gli fece da aiutante sul campo esattamente come il suo epigono “terrestre”, e col nome di battaglia di… Bucky.

Il nr. 20 di "Marvel Crossover", lo speciale con cui Marvel Italia cominciava la pubblicazione della maxi saga di Onslaught (agosto 1997)

Il nr. 20 di “Marvel Crossover”, lo speciale con cui Marvel Italia cominciava la pubblicazione della maxi saga di Onslaught (agosto 1997)

Come si risolse tutto questo e come il mondo Marvel tornò alla normalità è tutta un’altra storia: ricordo solo che, in seguito, proprio Rikki – con altri giovani eroi del suo mondo alternativo, gli Young Allies (Firestar, Spider-Girl, Gravity e Toro), furono trasportati tra noi dal Dottor Destino per i suoi loschi piani. Rikki si trovò quindi giusto giusto disponibile per sconfiggere Onslaught quando questi decise di tornare ad attaccare la Terra, in una successiva storia del 2007.
Se siete arrivati fin qui, adesso possiamo parlare di questo albo (Avengers Deluxe Presenta nr. 4, Panini Comics, agosto 2014, € 5,00): propone in un’unica soluzione una minisaga uscita negli USA nel 2011 e che quindi, letta oggi, risulta del tutto sfasata dalla continuity delle serie che stiamo leggendo attualmente. Onslaught torna nuovamente sul nostro pianeta, “evadendo” dalla Zona Negativa in cui era stato confinato, usando proprio Rikki – nella sua nuova identità di Nomad (nome di un’altra variante di Capitan America, addirittura degli anni Settanta) – come tramite. A contrastarlo si troveranno i Vendicatori Segreti, ma il ruolo decisivo nella battaglia finale sarà degli Young Allies, convocati in tutta fretta dalla stessa Rikki per salvare il loro sodale Toro da una tremenda situazione…
Se il lunghissimo antefatto era aggrovigliato, lo stesso si può dire per questa singola storia, scritta da Sean McKeever, e complicata dal disegno di Filipe Andrade: molto caratteristico, distante dal tratto tradizionale della Casa delle Idee, tutto sommato “bello”, ma non chiarissimo alla lettura.

Perché acquistare l’albo, allora? Perché Onslaught è comunque un punto di svolta fondamentale della storia della continuity Marvel, ed è giusto per un Marvel-fan “seguirlo”. Anche se pure lui soffre di un problema comune a tanti altri super-nemici della storia marvelliana: terribile, invincibile, spaventevolissimo al suo esordio, poi via via ridotto a più miti consigli nell’ambito dei suoi “ritorni”, quando bastano – come in questo caso – meno di 100 pagine per metterlo fuori gioco… Fato comune, ad esempio, al Fenomeno (tanto apparentemente invincibile all’epoca – remotissima – del suo primissimo scontro con gli X-Men, tanto più malleabile in seguito) o all’Arcano, giusto per citarne due su tutti.

(Domenico Marinelli • 27/08/2014)