le_storie_21Dieci piccoli negretti…”: così iniziava la  filastrocca che faceva da contorno (e da macabra profezia) al celebre romanzo Dieci piccoli indiani di Agatha Christie. A questa storia ho pensato quando sono arrivato circa a metà della lettura di questo L’ultima trincea (le Storie nr. 21, 112 pagg., brossurato, Sergio Bonelli Editore, giugno 2014, € 3,80), un racconto ovviamente molto diverso rispetto al libro della Christie, ma in cui l’elemento “giallo”, ed in particolare il richiamo all’assassino nell’ombra che uccide man mano i protagonisti, si incastra alla perfezione in una trama che richiama i più classici racconti di guerra.
La storia è infatti ambientata durante la Prima Guerra Mondiale, e vede protagonista una truppa di soldati inviata in missione. I soldati sono sotto la guida del colonnello Duvall, e da mesi sono intrappolati in una trincea scavata a 300 metri da una fortificazione tedesca chiamata “il castello”, sotto il tiro costante del nemico. Solo che da qualche giorno tutto sembra tacere dal forte avversario… Forse a causa di un attacco a base di gas effettuato dai tedeschi che, a causa di un tragico cambio di direzione del vento, si è ritorto loro contro…
Ma si tratta però solo di una supposizione: bisogna verificare “con mano” quello che è effettivamente successo, e per questo il colonnello incarica il capitano Leroy di formare una squadra di uomini con la  missione di perlustrare la zona, verificare l’accaduto e ritornare alla trincea il prima possibile.
La squadra scelta da Leroy per la missione è formata da sette uomini (alcuni con un passato burrascoso alle spalle, altri con un presente ancor meno roseo) e da un ragazzino sedicenne, il soldato volontario Pelham.
Ci sarà veramente ancora qualcuno nel castello? E, se sì, saranno in grado questi soldati di compiere la missione e far ritorno tra i loro commilitoni? Una cosa sola è certa: le vite di alcuni di loro non saranno mai più quelle di prima.

La storia, come detto in apertura, si presta a due diverse (e ugualmente intriganti) modalità di lettura: la prima è quella del romanzo di guerra, con l’obiettivo puntato sugli “ultimi”, i soldati destinati a divenire un nome (o poco più) su una targa a fine conflitto. L’ultima trincea ci svela qualcosa su questi “ultimi” di cui mai nessuno parla, e ci spiega come non sempre la guerra possa cambiare la natura di una persona, giovane o adulta che sia.
La seconda modalità di lettura è ovviamente quella del romanzo giallo, nella sua forma più classica ed allo stesso tempo più emozionante: quella mirata alla ricerca dell’assassino. Insieme ai soldati, il lettore dovrà provare a cercare indizi e a guardare negli angoli più reconditi delle vignette, per cercare un’ombra od un viso che portino alla soluzione dell’enigma.

Nota di merito va agli autori di questo volume: innanzitutto ad Aldo Di Gennaro, autore di una delle migliori copertine Bonelli di questo 2014; poi, entrando nel vivo della storia, allo sceneggiatore Giovanni Gualdoni (Dylan Dog), che riesce a tessere una trama ricca di colpi di scena e mai banale (nota personale: non ci si riesce a staccare dalla lettura nemmeno in caso di attacco alieno), ed al disegnatore Sergio Gerasi (Dylan Dog, John Doe), la cui mezzatinta è perfetta per portare il lettore nel “castello” insieme ai soldati, facendogli respirare la stessa aria di terrore e di morte.

(Roberto Orzetti • 08/07/2014)