sbam-The-HoodLa linea da edicola Best Seller di Panini Comics è davvero un’iniziativa editoriale degna di nota. A un prezzo concorrenziale, permette infatti al grande pubblico di leggere (o di rileggere) alcuni dei migliori cicli e miniserie prodotti nel terzo millennio dalla Casa delle Idee. E questo vale tanto per la declinazione più tipicamente supereroistica di Marvel Best Seller, sotto la cui egida è per esempio appena tornata sugli scaffali l’eccellente 1985 di Mark Millar e Tommy Lee Edwards, quanto per le uscite di Max Best Seller, che raccoglie storie originariamente pubblicate con il marchio “adulto” della casa editrice, spesso al di fuori dalla canonica continuity.
Storie come questa The Hood (Max Best Seller nr. 5,  Panini Comics,  giugno 2014 € 6,00), bella miniserie di 6 numeri con cui, nell’ormai lontano 2002, un Brian K. Vaughan all’inizio della sua sfolgorante carriera narrò al mondo l’esordio di un nuovo, tenebroso criminale, destinato anni dopo a diventare un protagonista (negativo) di primissimo piano del Marvel Universe e nemico giurato dei Vendicatori, grazie al “ripescaggio” messo in atto da Brian Michael Bendis.
Pagina dopo pagina, il futuro autore di Runaways, Y – l’ultimo uomo (vedi) e del superlativo Saga ci presenta qui Parker Robbins, un banditello da quattro soldi che vive d’espedienti e degli improbabili “colpi” organizzati insieme al cugino John. Proprio durante uno di questi, si impossessa per caso di un paio di stivali e di un mantello che gli conferiscono incredibili poteri. Poteri che il nostro decide di usare per intraprendere una carriera criminale più ambiziosa, ma che lo portano ben presto a pestare i piedi al letale Golem, ex collaboratore di Kingpin, e ai suoi sgherri in calzamaglia, superbanditi già noti ai Marvel fan come Shocker, Jack Lanterna e il Costrittore. A questo punto, per Parker le cose prendono una piega pericolosa, tanto più che sulle sue tracce si mettono anche un paio di agenti dell’Fbi particolarmente motivati…

Per quanto agli esordi, e ancora lontano dai livelli che avrebbe raggiunto nei suoi successivi capolavori, Vaughan costruisce una gradevole storia noir, violenta e adulta quanto basta e capace di tenere costantemente desta l’attenzione del lettore. Si fanno apprezzare in particolare i dialoghi, venati della graffiante ironia che avrebbe fatto la fortuna dell’autore, e la caratterizzazione psicologica non banale dei personaggi, a cominciare dal protagonista.
Ulteriore nota di merito va poi alle matite di Kyle Hotz: oscure, drammatiche e caratterizzate da anatomie spigolose, riescono a conferire una marcia in più a una storia dai toni tipicamente hard-boiled come questa. Non un’opera imperdibile, ma comunque consigliata a chi si fosse perso la precedente edizione italiana, proposta cinque anni fa da Panini nell’ambito della collana For Fans Only.

(Marco De Rosa • 05/07/2014)