dylan_dog_334È alfine giunto in edicola il Dylan Dog dello “scandalo”, quello la cui cover, anticipata sul web, rivelò all’Urbe l’imminente aumento del prezzo di copertina dei bonelliani, scatenando l’ira funesta di tanti internauti (ne parlavamo qui).
Prezzo a parte – € 3,20, su cui ognuno manterrà il suo parere –, La paga dell’inferno, nr. 334 della serie (luglio 2014), riporta l’Indagatore dell’Incubo al cospetto del demone bicefalo che regna su un inferno molto pittoresco. Un inferno che somiglia parecchio a tante realtà lavorative del nostro mondo, tra impiegati in batteria o operai alla catena di montaggio, gli uni e gli altri controllati da diavoli ben distanti dall’immaginario classico del Medioevo, ma ugualmente inquietanti.
Tutte vecchie conoscenze del povero Dylan, che già ha avuto modo di incontrarle. Ma quello che cambia questa volta è la “modalità” con cui avviene l’incontro stesso: sì, perché il povero Dylan è morto. E le lacrime di Groucho e di Bloch sono lì a confermarlo. È però del tutto ovvio che un Indagatore dell’Incubo che si rispetti non può “morire” così, semplicemente, come chiunque altro…
Molto umorismo nero, un giallo da risolvere, un po’ di splatter tipicamente dylaniato, ed ecco servito questo buon piatto, opera degli chef  Giovanni Di Gregorio (testi) e Daniele Bigliardo (disegni). Prosit.

(Domenico Marinelli • 02/07/2014)

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