Devil_29Oltre 40 anni di vita editoriale, milioni di pallottole sparate, centinaia di criminali uccisi. Questo è il curriculum con cui, in un’afosa mattina d’estate, un uomo apparentemente innocuo si presenta allo sportello del decimo distretto di Manhattan. Quell’uomo, che porta con se una pesante sacca, è l’uomo più ricercato d’America: Frank Castiglione (Castle, per dirla all’americana), alias il Punitore.
Si apre così una nuova miniserie (di due numeri) dedicata al vigilante per antonomasia di casa Marvel, Il Processo del Punitore (su Devil & I Cavalieri Marvel nr. 29, maggio 2014, spillato, 80 pagg., Panini Comics, € 3,50). La presenza del nostro antieroe in un’aula di tribunale rappresenta un’assoluta novità: nel corso della sua lunga e prolifica carriera, infatti, Castle ha conosciuto più volte le mura del carcere, ma è sempre riuscito ad evadere prima di finire davanti ad una giuria. Stavolta, però, pare che le cose siano destinate a finire diversamente.
A stupire tutti certamente è la straordinaria pacatezza di quest’uomo, abituato a vivere in simbiosi con proiettili ed esplosivi e che ora si trova rinchiuso in carcere ad attendere una probabile (a meno che non si riesca a provare l’infermità mentale) sentenza di morte: una calma innaturale, quasi come se quello che gli accade intorno non gli interessi. Ma sarà davvero così? Non è che giudice, giuria, avvocato e pubblica accusa sono gli spettatori di uno show che il “regista” Frank ha già preparato da tempo?
La risposta ce la daranno nel prossimo numero gli autori Marc Guggenheim (nella sua duplice veste di scrittore/avvocato) e Lenil Francis You (disegnatore): di sicuro non mancheranno i colpi… di scena e non!

Ma non credete che il processo al Puni sia il solo piatto forte di questo ventinovesimo numero dei Cavalieri Marvel…
Non possiamo infatti dimenticarci del padrone di casa, ovverosia l’incredibile (ok, fa molto Corno, ma concedetecelo!) Devil, protagonista di una collana ormai da tempo osannata da critica e pubblico. In realtà, nonostante la scanzonatezza che accompagna i singoli episodi (che riporta alla mente le atmosfere della mitica gestione Lee/Wood), il nostro buon Matt Murdock sta vivendo uno dei periodi peggiori della sua vita: il suo migliore amico e socio Foggy Nelson è infatti affetto da una patologia tumorale e sta lottando per combattere la malattia. Anche per questo motivo lo studio Nelson & Murdock è ormai allo sbando, con Matt incapace di gestire contemporaneamente le pratiche sue e del socio assente, e totalmente impossibilitato a svolgere la sua attività, dal momento che ogni avvocato sfrutta la sua “presunta” doppia identità per minarne la credibilità di fronte alle giurie. E, come se non bastasse, ecco arrivare in città i Figli del Serpente, misterioso gruppo criminale razzista che sta gettando scompiglio nella Grande Mela causando scontri e lotte razziali. Per fermarli Devil decide di recarsi a Stone Hills (Kentucky), alla ricerca di un libro di magia chiamato Darkhold; senonché, durante la sua ricerca, si imbatte in una folla inferocita a caccia di alcune creature che i veri marvel-zombies (magari quelli un po’ âgée) non potranno non riconoscere: parliamo di Frankenstein, dell’Uomo Lupo, di Simon Garth, della Mummia e di Satana Hellstrom. In questo episodio (tratto dall’originale Daredevil 33), Devil stringerà un patto con questi mostri, con lo scopo a mettere le mani sul prezioso tomo di magia nera. Testi: Mark Waid & Chris Samnee; disegni: Jason Copland.

Completa l’albo un nuovo (sigh) episodio dei Thunderbolts, quarta parte del tie-in al crossover Infinity (tratta da Thunderbolts 17 e firmata Charles Soule/Jefte Palo). Si tratta di una collana che, per profondo rispetto nei confronti del lavoro degli autori, mi esimerò in questa sede dall’approfondire, limitandomi ad una sola considerazione: il divario qualitativo tra questa serie e quella del Cornetto (o delle serie “punitive”) è francamente imbarazzante. Urge comprimario degno.

(Roberto Orzetti • 30/06/2014)