sbam-ivan-zoniAbbiamo incontrato Ivan Zoni, uno degli ultimi disegnatori approdati alla corte dell’Agenzia Alfa, ovvero il regno di Nathan Never in casa Bonelli. Al suo attivo anche collaborazioni con Star Comics e illustrazioni per bambini. A lui la parola.

Ciao Ivan, la prima domanda non può essere che: come hai cominciato?
Ho studiato alla Scuola del Fumetto, e ho fatto le prime prove e i primi lavori con la Primiceri Editore, che mi commissionò ad esempio la locandina ufficiale di FullComics & Games due anni fa (questa, Ndr). Intanto giravo le fiere: così ho conosciuto Federico Memola, proprio mentre il suo Jonathan Steele passava da Bonelli a Star Comics. Mi ha fatto fare un po’ di prove e poi mi ha commissionato le prime storie. Così ho cominciato a fare i lavori “veri”.
Ho realizzato storie complete e anche qualche completamento di tavole già cominciate e da concludere, lavori fatti a più mani quindi. Ho collaborato anche alla serie di Rourke, sempre per la Star.

E poi?
Dopo la Star ho cominciato a inviare qualche prova alla Bonelli, dove ho conosciuto Antonio Serra. Le tavole di prova con lui furono un lavoro durissimo, le ho rifatte non so quante volte e Antonio mi è stato di grandissimo aiuto, un vero maestro! Dopo oltre un anno, mi ha richiamato proprio lui: serviva qualcuno che tappasse un’emergenza su Agenzia Alfa cui fortunatamente sono seguite altre cose. Adesso ho in lavorazione due storie contemporaneamente di Nathan Never, quindi per un po’ sarò impegnatissimo.

Che tecniche usi?
Sono un tradizionale: carta, matita e inchiostro. Uso Photoshop solo per aggiungere qualche effetto o fare qualche ritocco o correzione.

Cosa è uscito di tuo su Nathan Never, finora?
Per ora due numeri di Agenzia Alfa, il 28 e il 29. Sono contento e devo ringraziare Federico Memola per la fiducia: a riguardare adesso i lavori che facevo allora, mi rendo conto dei difetti di quei primi lavori con la Star. Ho imparato moltissimo da quell’esperienza. Poi il lavoro con Serra mi ha dato quello slancio in più, ho capito che il disegnatore deve saper raccontare, deve immedesimarsi nel lavoro dello sceneggiatore per capire a fondo quello che succede al personaggio.

Un personaggio che ti piacerebbe disegnare?
Sono già felicissimo di Nathan Never, uno degli albi che ho sempre letto, anche prima di cominciare a lavorare. Poi certo, Dylan Dog sarebbe bello, ad esempio… Ma considera che non sono un gran lettore di fumetti, non ho mai letto i super-eroi americani ad esempio!

Con Primiceri fai anche l’illustratore per bambini (vedi)
Ho già un passato di illustratore pubblicitario, ma lavorare per i bambini è diverso, bisogna tornare un po’ bambini per farlo bene.

(Domenico Marinelli • 26/06/2014)