BattagliaAtomo-OmegaCome ben sanno i fan degli X-Men, e anche i semplici frequentatori occasionali del mondo X, i mutanti Marvel non sono affatto estranei ai viaggi nel tempo. Anzi, ci sono fin troppo abituati, come scopriremo anche al cinema tra breve con l’approdo nelle sale dell’atteso kolossal Giorni di un futuro passato.
L’ennesima riprova di questa vocazione arriva dal crossover La Battaglia dell’Atomo, giunto alla conclusione con l’uscita dell’albo speciale La Battaglia dell’Atomo Omega (Marvel World 22, maggio 2014,  Panini Comics, € 3,00). L’evento, concepito per celebrare i 50 anni degli uomini X si è dipanato negli ultimi due mesi sulle pagine delle testate I Nuovissimi X-Men, Gli Incredibili X-Men, Wolverine & gli X-Men e su due speciali (uno in apertura e uno in chiusura della saga):  La Battaglia dell’Atomo Alpha e appunto questo La Battaglia dell’Atomo Omega.
La trama è piuttosto semplice e fruibile anche senza particolari letture pregresse, a patto di avere una minima conoscenza dell’universo X e degli schieramenti venutisi a creare al suo interno in seguito al rilancio targato Marvel Now!.
Come si è potuto leggere negli ultimi mesi sulle pagine de I Nuovissimi X-Men, di recente (vedi) la formazione originale del gruppo – quella dei primissimi teenager degli anni Sessanta – è stata prelevata dal passato e portata ai giorni nostri dalla Bestia per poter ricordare ai mutanti del presente (soprattutto a Ciclope e ai suoi ribelli) il sogno di pacifica convivenza dell’ormai deceduto professor Xavier.
Proprio questi ragazzini sono al centro delle vicende della saga: durante uno scontro con alcune Sentinelle, i temibili robot anti-mutanti, il giovane Ciclope sembra morto per qualche istante e, in seguito a questo avvenimento, il Ciclope del presente scompare dallo spazio-tempo. Fortunatamente è solo questione di pochi attimi, lo Scott “sbarbato” viene salvato e con lui anche la sua versione adulta, ma l’accaduto allarma non poco gli X-Men di oggi. I quali, mentre discutono della possibilità di riportare la formazione originale nel passato da cui proviene, vedono apparire davanti ai loro occhi nientemeno che gli X-Men del futuro (!), tra i quali figurano perfino Deadpool e Xorn, l’assassino di Jean Grey

Senza anticipare oltre per consentire a chi non l’avesse ancora letta di godere appieno della storia, possiamo solo dire che l’intero evento si snoda in un continuo alternarsi di varie versioni temporali degli X-Men e in incroci ad alta tensione tra la formazione ribelle di Ciclope e quella “istituzionale” di Wolverine. E così, tra viaggi su e giù per il tempo e colpi di scena (alcuni più telefonati di altri), si arriva alla battaglia finale, le cui conseguenze per l’universo mutante non saranno affatto trascurabili.

Battaglia_Atomo_alphaQuello che abbiamo appena finito di leggere appare come un crossover “vecchio stile” (analogamente a tutti i recenti eventi editoriali legati ai mutanti Marvel), vale a dire non presentato in una miniserie dedicata della durata di 6-8 mesi, ma sviluppato lungo diversi numeri delle varie serie regolari. Questo fatto comporta due vantaggi, il primo dei quali è senza dubbio la compressione dei tempi: pubblicando La Battaglia dell’Atomo secondo questa logica, si è potuta creare una trama ad ampio respiro, ma “consumabile” nel giro di appena un paio mesi, a tutto vantaggio di un maggiore coinvolgimento nelle vicende narrate.
In secondo luogo, tale formula editoriale ha permesso di vedere all’opera sulla saga diversi autori, tanto sul fronte artistico (che può vantare matite del calibro di Stuart Immonen, Chris Bachalo, Frank Cho, Esad Ribic, David Lopez, oltre al “nostro” Giuseppe Camuncoli) quanto su quello dei testi, a cui, nonostante l’evento sia stato gestito prevalentemente da Brian Michael Bendis, hanno contribuito altri nomi di spicco quali Jason Aaron e Brian Wodd. Risultato: una grande varietà narrativa e una visione più ampia e variegata di un evento destinato comunque a influenzare in profondità le prossime vicende degli Uomini X.

La Battaglia dell’Atomo è un’opera piacevole, ben confezionata da ogni punto di vista e che conferma l’ottimo momento di forma che stanno vivendo gli X-Men dopo l’approdo di Bendis al timone delle testate mutanti. Nessuno grida al capolavoro, certo, ma visto l’attuale livello medio dei comics Marvel e DC, possiamo certamente valutarlo positivamente.

(Federico De Rosa • 17/05/2014)