dylan_dog_334La pubblicazione sul Facebook dell’anticipazione della cover del numero 334 di Dylan Dog (in uscita tra un mese, a fine maggio) ha scatenato una ridda di commenti, spesso non benevolissime, da parte dei lettori: il motivo è la presenza in baso a destra del bollino del prezzo, che pare passare dai “vecchi” € 2,90 a € 3,30. Tutto aumenta, viene da dire, e gli albi a fumetti si adeguano. La politica bonelliana è sempre stata quella del contenimento dei costi, in modo da non pesare sulle tasche dei lettori più del necessario. I fans più agée ricorderanno certamente gli editoriali in seconda di copertina con cui Sergio Bonelli annunciava gli aumenti di prezzo, anche solo di 50 vecchie, care lirette.
Ma i tempi cambiano, dalla seconda di copertina si passa al video del computer, il momento che stiamo vivendo è quello che è, così Roberto Recchioni, attuale curatore della testata dylaniata e assiduo frequentatore della Rete, ha usato Facebook stesso per rispondere così ai commenti:

«Per chiarire (e questo sarà l’unico intervento che faremo su questa pagina riguardo ai prezzi perché non vogliamo fare polemica con voi): un albo di Dylan Dog è composto da 94 pagine di fumetto. In USA, un albo di 20 pagine (a colori, è vero) e venduto a quasi 4 dollari. In Francia, un albo di 48 pagine (di grande formato, a colori, su carta lucida e cartonato) è venduto a 14-16 euro. Se non vi interessano i paragoni con gli altri mercati, parliamo dei costi di produzione vivi (sceneggiatura, disegno, lettering, cura redazionale, ESCLUSA la stampa): per realizzare UNA singola pagina di Dylan Dog ci vogliono COME MINIMO 350 euro.
Parliamo di tempi: per realizzare un albo ci vogliono COME MINIMO 10 mesi. A fronte di tutto questo, il prezzo di vendita degli albi Bonelli (ma dell’editoria a fumetti da edicola italiana in genere) è assolutamente basso. Aggiungiamo: sono anni che non c’erano aumenti. Aggiungiamo ancora: con 3 euro e venti ci pagate UNA colazione in un bar di Roma (caffè, succo, cornetto, per essere precisi). Insomma, certi commenti ci sembrano un poco ingiusti
».

(01/05/2014)