sbam_Cover-LukasC’è stato un tempo in cui ogni “numero 1” firmato Bonelli era un evento da segnare in rosso sul calendario per qualsiasi appassionato di fumetti. Compresi quelli, come chi scrive, di non strettissima osservanza bonelliana. Poi è arrivata l’epoca delle miniserie, e il varo di nuove testate da parte dell’editore milanese si è fatto via via più frequente. E così, ad appena una manciata di mesi dal debutto del fantascientifico Orfani, ecco approdare in edicola l’oscuro urban fantasy di Lukas, miniserie (neanche tanto “mini”, trattandosi di 24 episodi divisi in due stagioni della durata di un anno ciascuna) firmata dall’esperto sceneggiatore Michele Medda (uno dei tre creatori di Nathan Never, assieme ad Antonio Serra e Bepi Vigna) e dal talentuoso disegnatore Michele Benevento.
Il registro su cui si muovono i due autori, che già avevano lavorato insieme su un episodio dell’eccellente miniserie Caravan, è quello di un horror-thriller dalle tinte piuttosto forti, che riprende l’abusato tema dei non-morti (o ex-morti?) tentando di fornirne una chiave di lettura in qualche modo originale. O, perlomeno, non troppo scontata. Il protagonista Lukas (ma questo non è il suo vero nome), che balza fuori dal loculo all’inizio della storia, non è infatti uno zombie, e neppure un vampiro nel senso classico del termine. È un “ridestato”, una creatura misteriosa e vagamente malinconica, tornata alla vita senza ricordare nulla della sua identità o del suo passato. Sa, però, di essere fortissimo, quasi invulnerabile, e di possedere una certa vocazione da raddrizzatorti: proprio quella che lo spinge a salvare da un pestaggio il malcapitato Janko, con il quale stringe un rapporto destinato a essere messo ben presto a dura prova dall’incalzare degli eventi. La livida metropoli dove si è risvegliato il nostro, infatti, è popolata non solo da un’umanità dolente e da un buon numero di pendagli da forca, ma anche da agghiaccianti divoratori di carne umana che sembrano muoversi agli ordini di una grottesca matrona. E che appaiono molto, molto interessati ai destini di Lukas.

lukasQuesta, a grandi linee, la trama del primo numero (Lukas n. 1 – Deathropolis – Sergio Bonelli Editore – € 3,30). Un albo “di assaggio”, se così lo si può definire, che stuzzica il lettore con una nutrita razione di misteri e di domande, le cui risposte verranno progressivamente svelate nel corso della serie. Una scelta narrativa che accomuna Lukas a diverse recenti testate Bonelli che, invece di raccontare fin da subito le vicende di personaggi ben definiti, hanno preferito svelare poco a poco i contorni di storie inizialmente segrete. Pur volutamente avvolta in una certa nebulosità di fondo, comunque, la sceneggiatura di Medda risulta complessivamente ben orchestrata, alternando con sapienza sequenze di azione, momenti riflessivi e improvvisi squarci dell’horror più crudo. Degna di nota è anche l’intenzione di mantenere il plot, prettamente fantastico, ben agganciato a una realtà urbana quanto mai concreta, dove trovano spazio temi come lo strapotere della criminalità organizzata, il lavoro nero e la crisi economica. A livello espressivo, poi, fin da questo numero d’esordio appare caratterizzante l’utilizzo di didascalie in nero, scritte in terza persona per descrivere con distacco le azioni (e le reazioni) di un protagonista fondamentalmente estraneo a quanto gli accade intorno.

Venendo ai disegni, va detto che Benevento si rivela davvero una bella sorpresa. Almeno per il sottoscritto, che – chiedo venia per l’ignoranza – se lo ricordava soltanto per un albo (il numero 9) della già citata miniserie Caravan. A colpire positivamente, in particolare, è la sua capacità di utilizzare il bianco e nero per valorizzare l’espressività dei personaggi (tutti ottimamente definiti) e i paesaggi di una città in cui le ombre superano di gran lunga le luci, nonché la costruzione delle tavole, che risulta moderna e dinamica pur senza tradire i classici standard della casa editrice. Resta ora da vedere se la mezza dozzina di disegnatori (tra new entries e vecchie conoscenze di casa Bonelli) che si alterneranno sui prossimi numeri riusciranno o meno a mantenere gli elevati standard qualitativi imposti dal creatore grafico della serie, che comunque continuerà a firmare tutte le copertine.

(Marco De Rosa • 23/03/2014)