MaxiDyd-20Nuovo (e sostanzioso) appuntamento con il Maxi Dylan Dog, l’albo extra large che ogni sei mesi porta in edicola, in un’unica soluzione, tre storie inedite dell’indagatore dell’incubo.
Il 2014 sarà l’anno del tanto sospirato rilancio del personaggio, con la gestione di Roberto Recchioni che, dopo il passaggio di consegne dello scorso settembre (vedi) dovrebbe finalmente entrare a pieno regime a partire dal prossimo autunno: nel frattempo, possiamo gustarci comunque le ultime storie realizzate prima dell’avvento dell’autore romano, e da questi (stando a quanto dichiarato nelle interviste) “rivedute e corrette” per uniformarle al nuovo corso.
Questo ventesimo Maxi Dylan Dog (febbraio 2014, 290 pagg. € 6,20, Sergio Bonelli Editore) contiene tre racconti molto gradevoli, che portano tutti la elegantissima firma (ai disegni) di Ugolino Cossu, colonna dylandoghiana.

La prima storia, Io uccido, tu uccidi, è scritta da Giovanni De Gregorio: narra di un Dylan Dog al centro, per puro caso, di un mortale reality show nel quale vince chi uccide tutti gli altri partecipanti (roba che ci ha riportato alla memoria il leggendario episodio alanfordiano Rischia o trapassa, roba del ’73 addirittura… Ma questa è tutt’altra storia). Le pedine entrano loro malgrado in questo gioco, costrette da un ricatto di “qualcuno” che, dietro ad uno schermo, dà loro le istruzioni a mezzo di un telefono cellulare. Non sembra esserci via d’uscita: persone all’apparenza innocue, per salvare i propri cari, si trasformano loro malgrado in feroci assassini con l’unico scopo di uccidere il proprio bersaglio per non essere uccisi ed aver così salva la vita (propria e) dell’ostaggio. Ognuno è cacciatore e, allo stesso tempo, preda. C’è solo un modo per uscirne… E Dylan dovrà trovarlo.

Decisamente più horror la seconda storia, intitolata L’attimo morente, che vede ai testi Giancarlo Marzano. L’ispettore Bloch e l’old boy sono a caccia di un serial killer che uccide persone strettamente collegate ad un famoso fotografo, misteriosamente sparito nel nulla. Dylan, ingaggiato dall’affascinante moglie dell’artista per indagare sulla sua scomparsa, si ritrova quindi immischiato in una vicenda che ben presto si rivela qualcosa di più di una semplice fuga. Dietro la scomparsa del fotografo parrebbe celarsi infatti un insolito interesse di questi per il macabro, scaturito dalla sua ossessione per alcuni vecchi scatti ritraenti due sconosciuti in punto di morte. Qual è quindi il legame tra il fotografo e gli omicidi a catena? E soprattutto… chi è quella misteriosa figura che compare, come un’ombra, in alcune foto dell’artista scomparso?

Il Maxi si chiude con una storia di Luigi Mignacco, indimenticato scrittore di Mister No (ma anche di Zagor, Martin Mystère e Dampyr), che ci regala Racconti sotterranei. La bionda Olivia Dickenson lavora per una casa editrice specializzata in letteratura horror; quando però vede nel suo studio un aspirante autore che entra ed esce attraversando i muri, capisce che… beh, o è fortemente stressata, o è giunto il momento di rivolgersi ad un esperto. Specie se poi, nel frattempo, alcuni omicidi terribili avvengono con le medesime modalità descritte nei manoscritti che altri aspiranti romanzieri londinesi le hanno sottoposto. Insomma, pare che le fantasie dei tanti scrittori di serie Z stiano lentamente prendendo forma. E la chiave di tutto potrebbe essere (con ben poca fantasia, ma d’altronde gli autori quelli sono…) un vampiro, nascosto sotto le mentite spoglie di un… E qui ci fermiamo.

A dispetto di quel che si dice e si legge, ritengo che, pur senza arrivare alle vette del suo primo decennio di vita editoriale, Dylan Dog sia ancora una lettura molto piacevole, e questo Maxi ne è la prova: storie ben costruite, ottimamente disegnate, che regalano qualche ora di sano stacco dalla realtà. In attesa della “tempesta” autunnale…

(16/03/2014 • Roberto Orzetti)