sbam_somnia_coverUn manga italiano: lo propone Planet Manga, quattro volumi per Somnia – Gli Artefici di Sogni, di Federica Di Meo e Lisa E.Anzen (al secolo, Elena Zanzi). Notare lo stile dei disegni, acquistare il primo albo e chiedere alle autrici un’intervista per Sbam! è stata una sequenza automatica. Quello che segue è un estratto della nostra intervista, che potete leggere integralmente sul nr. 13 di Sbam! Comics, la nostra rivista digitale scaricabile gratuitamente da QUI.

Presentatevi ai nostri lettori.
Siamo Federica Di Meo e Liza E. Anzen (anagramma di Elena Zanzi), viviamo rispettivamente a Casale Monferrato (AL) e a Bologna:
Ma nonostante la distanza ci sentiamo più che con chiunque altro!

Come vi siete conosciute e come è nata la vostra collaborazione?
Liza: Ci hanno presentate a una fiera del fumetto, chiedendoci di proporre un progetto alla Panini Comics. Tutto è nato dal fatto che Federica aveva portato in visione il suo book a una fiera precedente ed erano rimasti colpiti dai suoi disegni, ragion per cui hanno chiesto a me, che lavoro come editor per la Panini, di collaborare con Federica.

Come coordinate il vostro lavoro su Somnia? E come e da chi è nata l’idea di questo progetto?
Federica: Nel tempo, abbiamo sviluppato un metodo. Il soggetto lo decidiamo insieme e Liza si occupa della sceneggiatura, io preparo lo storyboard, lo commentiamo insieme, e commentiamo insieme anche matite, inchiostri, retini.
Liza: L’idea di Somnia è nata da un sogno che ha fatto Federica. Poi è diventata una brevissima storia in sei tavole e una proposta di soggetto che ho sviluppato con lei.

sbam_avatar-FedeLizaQuanto c’è di autobiografico in Somnia? Magari ognuna di voi è affezionata ad uno dei personaggi in particolare…
Liza: Be’, tutti vorrebbero realizzare i propri sogni. Questo per tutti quanti è molto autobiografico! Io cerco di non propendere per nessun personaggio in particolare, in modo da far sì che questo non influenzi la trama, anche se ovviamente anch’io ho le mie preferenze.
Federica: C’è stato un momento, nella mia vita, in cui all’improvviso mi sono resa conto di una cosa: è difficile, molto difficile, realizzare i propri desideri. Non mi sono ispirata a persone realmente esistenti per i miei personaggi. Sono affezionata a Jude e Lars perché mi piace molto il tipo di amicizia che c’è tra loro.

Il vostro genere è il manga vero e proprio o avete introdotto delle novità o particolarità che lo diversificano da questo?
A dire il vero, noi non diamo un’etichetta alla nostra opera. Che sia un manga o meno, lo lasciamo decidere al pubblico. Quello che abbiamo fatto è stato semplicemente usare una tecnica che ci piaceva per raccontare la storia che volevamo.

E secondo voi il vostro genere può essere apprezzato anche dai “fumettari” oltre che dai “mangofili”?
Sarà il pubblico a deciderlo. La storia comunque non trae radici nella cultura giapponese, è una trama che nasce dai nostri interessi e dalla nostra passione per il fantasy e lo steampunk.

(Annalisa ‘Maya’ Bianchi • 14/02/2014)

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