Rat-Man-100Vi farò una confessione: non vedevo l’ora di scrivere qualcosa su Rat-Man. Sia perché lo ritengo il miglior fumetto umoristico italiano dai tempi di Alan Ford (il “primo” Alan, sia chiaro), sia perché finalmente anche noi parmigiani abbiamo qualcuno di cui vantarci, visto che i topini (sempre loro!) di una certa marca di formaggio ci hanno tolto buona parte del nostro amor proprio: e questo “nostro eroe” è proprio il creatore dei Rat-Man, Leonardo “Leo” Ortolani, soggettista, sceneggiatore, disegnatore, inchiostratore e copertinista della testata dedicata al più ridicolo dei supereroi in calzamaglia. Quale migliore occasione per parlarne se non l’uscita del centesimo numero della collana (Rat-Man Collection 100, gennaio 2014, 96 pagg., Panini Comics, € 2,50), che proietta Rat-Man nel gotha dei “bonellidi” più longevi della storia del fumetto italiano (secondo, per il momento, solo a Lazarus Ledd)?

Questo storico numero era carico, anzi ‘carichissimo’ di aspettative: in primo luogo perché un numero 100 è pur sempre un evento, e chi (come il sottoscritto) ha seguito Ortolani fin dagli esordi non se lo sarebbe perso nemmeno in caso di attacco alieno; in secondo luogo perché l’uscita è stata accompagnata da una massiccia campagna pubblicitaria, culminata nel Rat-Con svoltosi a Parma lo scorso 11 gennaio, che ha visto una moltitudine di fans assieparsi intorno ad un auditorium, per l’occasione più giallo che mai.
Questo centesimo numero è composto di una sola, lunghissima storia, intitolata “E venne il giorno!”: con protagonista principale, una volta tanto, non Rat-Man ma il suo creatore Ortolani in persona. Già tante volte Leo era “entrato” nelle storie (sia da protagonista che da comprimario), ma mai come oggi lo vediamo raccontarci del suo rapporto quasi genitoriale con il ratto ed il suo universo, partendo dalla sua creazione per arrivare ai giorni nostri, con la consapevolezza di avere ormai dato vita ad un vero e proprio mondo fumettistico: un mondo nato come parodia del mondo dei fumetti “seri” (supereroici e non), e che ha abbattuto a colpi di gags memorabili tutti i luoghi comuni dei principali personaggi delle nuvole parlanti (da Batman all’Uomo Ragno, passando per i Fantastici Quattro) e delle serie televisive più famose. Un mondo passato però ben presto da “semplice” parodia a “universo” con vita propria, con la nascita di una continuity incredibilmente complessa che in 20 anni ha mutato radicalmente lo status quo dei personaggi della serie e che, forse, ha reso il protagonista un po’ più simile a quegli eroi che tanto ha ridicolizzato.
Così Ortolani in questa storia ci racconta di come questo piccolo, fantastico universo, con tutti i suoi personaggi buffi e stravaganti (Rat-Man stesso, Cinzia, il “fido” Arcibaldo, Brakko, Jordan, solo per citare i principali), sia ormai diventato parte integrante della sua vita.
Ecco perché adesso il terrore pervade i fans: il buon Leo ha sempre promesso che il centesimo numero sarebbe stato anche l’ultimo. E adesso come lo spiega a Rat-Man & C. che il loro universo sta per finire? Non è che magari “la storia” si ribellerà all’autore?
Fino al dicembre scorso di certezze non ce n’erano, ma ora, nel mondo di internet e delle check-list pubblicate con mesi di anticipo, la risposta la sappiamo: Rat-Man proseguirà il suo cammino (per fortuna!). Quindi, cosa ci attende per il futuro?
Terminata la lettura di questo albo ci viene il sospetto che nemmeno Ortolani sappia veramente la risposta. A noi afictionados resta solo il compito, a marzo, di “flettere i muscoli” e precipitarci all’edicola più vicina: ci sarà un numero 101, come sempre pieno di sorprese, ad attenderci. Lunga vita al ratto!

(Roberto Orzetti)