storie15Di Roberto Recchioni si parla molto spesso su forum e mailing list e si dice un po’ di  tutto: spesso lo si critica aspramente per i suoi presunti modi “scortesi” da star del fumetto, in altre occasioni lo si critica per le sue scelte narrative, in altre ancora lo si attacca per il suo ruolo di curatore di Dylan Dog alla Sergio Bonelli Editore, ma troppo  spesso ci si scorda di dire di lui  una “banale” e semplice cosa: Roberto sa scrivere, e anche molto bene. E non è un caso che la Bonelli lo tenga ben stretto. Roberto dimostra le sue qualità di soggettista e sceneggiatore e di ottimo narratore ancora una volta con questo albo, I fiori del massacro (serie le Storie nr. 15, dicembre 2013, € 3,50: è la collana Bonelli che propone ai lettori avventure autoconclusive senza personaggi fissi), disegnato dal bravissimo Andrea Accardi.

L’albo narra la vita di Jun, giovane nobile che ha avuto la disgrazia di dover vedere il padre morire suicida per il proprio onore. La sua ricerca di vendetta però, non è legata a questa tragedia, quanto ai gesti di scherno che i dignitari e il Daimyo hanno mostrato davanti alla morte. L’arrivo del samurai errante darà il via alla vicenda della vendetta della nobile Jun.
Pochi, classici elementi trattati da grande appassionato dell’arte orientale, dell’aiku e dello studio delle tradizioni orientali: Recchioni riesce a coinvolgere il lettore dalla prima all’ultima pagina, intrecciando una vicenda dai toni accesi, erotici, passionali e crudelmente cruenti, attraversando quelle che sono le grandi scuole delle arti orientali compresa quella del teatro No. In aggiunta ad una trama ben costruita, le splendide illustrazioni di Andrea Accardi che riesce, con il suo tratteggio, a rendere tutta la vicenda molto “cinematografica”, regalando al lettore emozioni tipiche di certi telefilm anni Settanta.
In conclusione, un eccellente albo, collegato a La Redenzione del Samurai, secondo albo di le Storie: la nobile Jun e il samurai errante sono infatti personaggi forti, inadatti a concludere le loro avventure in un singolo episodio: speriamo di poter rivedere all’opera Recchioni e Accardi in un ulteriore seguito di questa vicenda che, non a caso, lascia aperti non pochi spiragli narrativi.

(Daniele ‘Tarlo’ Tarlazzi)