Come ha ricordato padre Stefano Gorla nella nostra intervista, nel 2014 Il Giornalino compirà 90 anni. Negli archivi segretissimi di Sbam! abbiamo scovato l’albo celebrativo di un precedente anniversario importante della rivista per ragazzi, quello dei 50 anni, uscito l’8 gennaio del 1974. Costava 150 lire (circa 8 centesimi, specifichiamo per i giovani nati sotto l’euro) e si apriva con un articolo-amarcord – impaginato con la grafica di inizio Novecento – di “zio Giocondo”, antenato del più recente zio Giò. Ricordava il primo numero della rivista, uscito il 9 novembre del 1924 “quando la Seconda guerra mondiale doveva ancora accadere, la bomba atomica (si era in piena Guerra fredda, ahinoi, Ndr) non era ancora menzionata nelle enciclopedie e della Luna si parlava solo in termini romantici o di fantasia. (…) Vedo, sfogliando le varie annate, i miei lettori rimasti sempre ragazzi, come se il tempo per loro si fosse fermato nella stupenda età della giovinezza, della vostra favolosa adolescenza. I vostri problemi sono da sempre i problemi del nostro giornale che si è dimenticato di crescere perfino nel nome, che è Giornalino da cinquant’anni, nonostante le sue pagine, portate da otto (come all’origine) a sessantotto, nonostante l’età dei primi lettori, diventati ormai canuti“.
A corredo dell’articolo, due fumetti dei primissimi numeri del Giornalino. In realtà, non fumetti in senso stretto, ma sequenze di vignette con i testi messi sotto ciascuna di esse a mo’ di didascalia. Testi narrativi – come nel caso del “fumetto-verità” tratto da un episodio di cronaca del tempo (la fuga di alcuni animali da un circo) di autore non specificato – o testi in rima, come nella tradizione del Corrierino, per la breve storia illustrata nientemeno che da Attilio Mussino proposta subito dopo.
L’albo proponeva poi articoli a carattere religioso, un racconto, giochi, la rubrica sportiva (tennis, ciclismo e calcio) e quella della posta dei lettori. Ma soprattutto fumetti. Fumetti del calibro di Babe Ford (di Bamar e Renato Polese, autore anche della copertina), il mitico Commissario Spada (disegnato da Gianni De Luca su testi di Joshua), l’umoristico Celestino (di Mahaux), Oceano (ancora di Joshua, stavolta con i disegni di Alarico Gattia), per finire con il Colonnello Caster’Bum (testi di Claudio Nizzi e disegni di Lino Landolfi) e Gec Sparaspara (Basari e Boselli). Ma, tanto per gradire, in terza di copertina c’era anche il tempo per piazzare una striscia della Linea di Osvaldo Cavandoli. Signori: la Storia.

(Antonio Marangi • 10/12/2013)