Da sinistra: Gianluca Manzo e Susanna Marini della redazione di Splatter, sbam-Antonio circondato dalla Coavata Malefica, poi gli autori Paolo Di Orazio e Paolo Altibrandi; seduto, il disegnatore Marco Soldi

Da sinistra: Gianluca Manzo e Susanna Martini della redazione di Splatter, Sbam-Antonio circondato dalla Covata Malefica, poi gli autori Paolo Di Orazio e Paolo Altibrandi; seduto, il disegnatore Marco Soldi

Cominciamo dal limite più evidente di questa pubblicazione: è splatter! Anzi: moooolto splatter! Quindi se NON vi piace il genere, smettete pure di leggere questo post.
Se invece conoscete a memoria Scream e la vostra scena preferita di Profondo Rosso è quella finale dell’ascensore, se leggete Dylan Dog solo per vedere le vignette con su scritto “szok”, se insomma avete lo stomaco forte e quindi lo splatter – appunto – vi manda in visibilio, ecco, allora Splatter è perfetta per voi!
Annunciata da tempo, attesa da folle oceaniche di appassionati anche grazie a una sapiente opera virale sul web, quindi presentata all’ultimo Lucca Comics insieme a un volume antologico edito da Rizzoli Lizard (vedi), finalmente anche noi Sbam-bolati abbiamo la rivista tra le nostre mani: l’abbiamo conquistata a nostro rischio e pericolo, circondati dalla Covata malefica al completo, nello stand lucchese…

Oggi, finalmente al sicuro tra le mura della nostra redazione siamo passati alla lettura di questo primo numero (nr. 1, novembre 2013, edito da Elm Street House, 64 pp in b/n,  € 4,90)

Prima sensazione: ritorno al passato. La rivista non è cambiata per nulla rispetto a… sua nonna, la versione originale della pubblicazione che tante grane ebbe alla sua comparsa in edicola oltre vent’anni fa (ne parlavamo qui). Stesso formato, stessa legatura a punto metallico, stessa grafica di cover (anche se il logo ha una vezzosa sfumatura in più, ovviamente color sangue), stessa grafica interna, con il teschietto sorridente che ti accoglie in seconda di copertina con l’editoriale e con Phantasmagorie, il “Notiziario sanguinario”. Bhè, no, un cambiamento c’è, in effetti: la carta è decisamente migliore.

sbam_cover_nuovo_splatterI fumetti. Dopo l’illustrazione di cover di Roberto Ricci (un omaggio al film Halloween la notte delle streghe), si comincia con una storia firmata Paolo Di Orazio e Onofrio Catacchio decisamente ironica: riporta all’epoca del primo Splatter e alle polemiche che suscitò, con campagne giornalistiche e interrogazioni parlamentari. E guarda che ti combina il figlio del magistrato chiamato a giudicare gli editori dell’epoca…
Ancora di Paolo Di Orazio, ma stavolta coi disegni di Francesco De Stena, è il primo episodio di Ruskin, il divoratore di cadaveri (tutti i gusti sono gusti), mentre Alessandro Ruggieri e Valerio Giangiordano si lanciano in una serie ardita: Martyrs, i racconti delle catacombe, dove rileggono in modo molto crudo il martirio subito dai primi cristiani d’epoca romana.

Lo storico numero 8 di Splatter del febbraio 1990

Lo storico numero 8 di Splatter del febbraio 1990

Ma i fumetti che più ci hanno riportato nell’atmosfera del primo Splatter sono gli ultimi due, storie narrate in prima persona dal protagonista: è lui stesso che ci porta nei meandri dei suoi pensieri, che spiega quello che sta facendo, che motiva uno per uno i suoi gesti. Siano essi – i gesti – su un piano onirico, come in Crisalide (di Adriano Barone e Fabio Babich), o su un piano invece molto reale, come quello del tavolo dell’obitorio su cui lavora Herbert West, anatomopatologo (di Alex Crippa e Paolo Bertolotti): una vita a sezionare cadaveri in cerca di qualcosa che neppure lui sa di star cercando. Almeno finché davanti a lui compare la splendida Laverne. Perché lo splatter di Splatter non è – quasi mai, almeno – fine a se stesso.
Ma siccome chi scrive questo post ha sempre avuto una particolare predilezione per il fumetto umoristico, per noi sono state proprio le ultimissime due pagine della rivista a riservare la sorpresa migliore: torna ancora Paolo Di Orazio, stavolta in versione autore di gag, con le strip di Little Mortal Annie (disegni di Simon Panella) e soprattutto della spettacolare Spaidi – Tanto per fare amicizia, giochiamo a nomi cose città, disegnata da Sergio Algozzino. Come dire, per restare in tema: una risata vi seppellirà.

(Un’atterrita Sbam-redazione)

P.S. Nota tecnica: Splatter non è in edicola. È reperibile sul suo sito o nelle fumetterie che aderiscono alla distribuzione.