Immaginate di essere un giovane americano squattrinato che sbarca il lunario in qualche modo facendo il “mago” (o più precisamente, l’escapista, quel tipo di illusionista che riesce a liberarsi da qualsiasi trappola, come faceva Houdini); siete figli di un professorone universitario e di una deputata al Congresso degli Stati Uniti, avete una sorella di nome Hero e siete innamorati di Beth Deville, una soave fanciulla che però è dall’altra parte del mondo, in Australia, per i suoi studi di antropologia. Ah, avete anche una scimmia-cappuccino, Ampersand, che vi devasta l’appartamento oltre che le zone erogene.
In tutto questo, un bel (?) giorno, un misteriosissimo fenomeno riesce a sterminare in pochi secondi qualsiasi mammifero – umani compresi s’intende – di sesso maschile sulla faccia del pianeta! Tutti, tranne voi (e la vostra scimmia)! Ma proprio tutti tutti: padri, fratelli, fidanzati, mariti, conviventi, pezzi grossi e poveracci, così, da un momento all’altro, puf. Stessa sorte perfino per gli embrioni congelati e per le banche del seme! Vi trovate così di punto in bianco ad essere l’unico uomo dell’intera Terra e quindi – di fatto – l’unica persona in grado di garantire la sopravvivenza dell’umanità.

Ecco in poche parole quello che è lo status di Yorick Brown, all’inizio di questa particolarissima saga di cui è protagonista: Y L’Ultimo Uomo (titolo con chiaro riferimento al cromosoma Y e che in inglese suona come why the last man, gioco di parole per significare perché l’ultimo uomo). La tragedia comporta moltissime vittime anche tra le donne, ovvero quelle coinvolte negli incidenti di ogni genere provocati dall’improvvisa morte di piloti, autisti, macchinisti e quanti altri uomini si trovassero in ruoli particolari in quel momento. Il risultato è un mondo devastato.
Ovvio che essere l’unico maschietto rimasto in questo incubo, faccia di Yorick una preda ambita da tanti punti di vista: così se le Amazzoni – pazzoidi ultra-femministe che scorazzano e spadroneggiano tra le rovine convinte che l’accaduto sia un chiaro segno divino dell'”inutilità” del maschio – vogliono far secco anche lui, la neo-presidente (donna ovviamente) degli USA lo pretende al servizio dell’umanità. Gli appioppa alle costole una sceltissima addestratissima fortissima agente segreta, nota solo come 355, e lo spedisce sulle tracce di Alison Mann, genetista specializzata in clonazione. Più facile a dirsi che a farsi…

RW Lion ci riprova: dopo aver lanciato in edicola C’era una volta Fables in edizione albo bonellide (vedi), propone la stessa operazione con Y l’Ultimo Uomo, saga già pubblicata in passato in volume da MagicPress e da Planeta DeAgostini, cominciando con questo primo numero (nr. 1, Senza uomini, ottobre 2013, mensile, 94 pp, b/n, € 2,90).
Scritto e sceneggiato da Brian K. Vaughan, disegnato da Pia Guerra, è certamente una saga molto avvincente e basata su un’idea interessante. Magari ha qualche riferimento di troppo alla politica americana, che appesantisce un po’ l’insieme, ma per chi già non la conosce, è certamente lettura da considerare.

(Domenico Marinelli)

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