sbam_zagor_579Mentre proseguono le presentazioni – e monta l’attesa – per l’uscita del fim Noi, Zagor, dedicata al celebre personaggio di Nolitta & Ferri, ecco in edicola un albo particolarmente avvincente: lo Spirito con la Scure è in Cile, al culmine del lunghissimo inseguimento dell’ex amico traditore, Dexter Green, durante la quale ha vissuto varie sotto-avventure in Sudamerica. E adesso, che è in transito per la città di Conception, si trova ad affrontare un terribile terremoto, seguito subito dopo da una gigantesca onda anomala – o tsunami, come diciamo oggi – per una tragica opera di devastazione.
Si tratta di un evento storico realmente accaduto, per la precisione nel 1835, e documentato da Charles Darwin, di passaggio a Conception lungo il viaggio della nave Beagle, proprio quello durante il quale lo scienziato sviluppò le sue teorie naturalistiche.
Ma quello che colpisce il lettore è il modo con cui la tragedia viene affrontata dai personaggi: non è certo la prima volta che Zagor è coinvolto in calamità naturali, ma normalmente non perde il suo sangue freddo da eroe senza macchia e senza paura. Questa volta, invece, avverte la particolare gravità del fatto: “Maledizione! … Ma che razza di disastro ci ha travolti?” esclama a un certo punto con gli occhi sbarrati. Una spettacolare sequenza di ben 28 pagine lungo le quali i pennelli di Gianni Sedioli e Marco Verni riescono a far vivere il terrore degli abitanti della città durante la tragedia. Le sequenze, scritte e sceneggiate da Moreno Burattini, sono arricchite anche da evidenti riferimenti a tragedie simili molto più vicine a noi nel tempo: dal terremoto dell’Umbria (la scena della chiesa che crolla sul malcapitato che tenta di guadagnarne l’uscita), alle tante catastrofi analoghe che hanno colpito l’Italia e il mondo, agli tsunami del sud-est asiatico del 2004 o di Fukushima del 2011. Pochi dialoghi, solo urla dei personaggi e onomatopee di crolli e boati, con tavole (tragicamente) spettacolari, talvolta aperte sull’orizzonte della città che muore, talaltra rinchiuse sul dettaglio della singola colonna che cede. Non manca la scena – degna della madre di Cecilia di manzoniana memoria – della mamma disperata col suo bambino davanti all’avanzare dell’onda.
Poi tutto passa e resta il disastro: e Zagor prende pala e piccone per seguire l’esempio dei tanti eroi delle tragedie reali di questo tipo, incurante della follia (e perfino dell’infamia) di altri individui. Il tutto è “condito” da citazioni bibliche e dialoghi filosofici sulle domande che inevitabilmente toccano la persona umana in certe realtà.
Da pagina 51 in poi, Zagor torna Zagor, impugna scure e pistola e si rimette a menare i cattivi, tornando nel fumetto “normale”. O quasi: infatti lo stesso Darwin “passeggia” tra queste pagine, pur senza incontrare direttamente Zagor, almeno per ora.
Tutto questo dietro la copertina di Gallieno Ferri su Zagor 579 (collana Zenith nr. 630), Il giorno del giudizio, Bonelli Editore, ottobre 2013, € 2,90. Il seguito, ovviamente, alla prossima puntata. Applausi.

(Antonio Marangi • 05/10/2013)