Annunciato con largo anticipo e con grande enfasi, il tam tam di Casa Bonelli era riuscito a creare notevole attesa tra le legioni di appassionati dylaniati, nonostante la (quasi) contemporanea uscita del primo numero di Orfani rischiasse di offuscarla.
E alla fine eccolo qui, il numero 325 (in edicola da fine settembre 2013, euro 2,90) di Dylan Dog, con una copertina – opera come sempre di Angelo Stano – evocativa del nuovo corso dell’Indagatore dell’Incubo: via le bende dal vecchio, e forse un po’ mummificato, Dylan, per scoprire quello nuovo, non ancora rivelato. E il titolo, neanche a farlo apposta (toh!) è proprio Una nuova vita.
Una gran bella trama, tra scambi di persone e personalità, da un’epoca all’altra, con Dylan meno protagonista del solito, ma spettatore privilegiato di una vicenda oscura. Testo e disegni di uno degli autori storici della serie, Carlo Ambrosini.
Non si  notano ancora le novità annunciate, a parte quella – piccola, ma al momento più appariscente – dei personaggi che si danno tra loro del “lei” e non più del “voi”. E qualcuno in Rete ha notato forse un ritorno in scena del grande Tiziano Sclavi, con qualche suo intervento sui dialoghi, pur se da dietro le quinte. Ma è ancora presto per dire svelato il nuovo Dylan. In effetti, spiega il curatore Roberto Recchioni nella sua introduzione all’albo, il vero rilancio lo si vedrà solo tra un anno, quando arriveranno ai lettori le storie del nuovo ciclo narrativo (tra gli “spifferi”, si parla dell’arrivo della sospirata pensione per l’ispettore Bloch, ad esempio, ma soprattutto del lancio di un ciclo narrativo molto ampio di storie collegate tra loro). Per il momento, leggeremo invece ancora vicende del periodo “vecchio”, già prodotte o in produzione al momento della decisione del rilancio, e quindi semplicemente riviste e ritoccate per quanto possibile.
Ma perché tutto questo? A parte le esigenze di marketing, cosa ha dato l’avvio a questa operazione? “Alcuni mesi fa” scrive sempre Recchioni, “Tiziano Sclavi, creatore del vostro (e mio) Indagatore dell’Incubo preferito, ha iniziato a riflettere su come Dylan Dog si era evoluto nel corso degli anni, allontanandosi in qualche misura dal suo spirito originale. Ha quindi avviato il rinnovamento della serie, affidando a me il compito di metterlo in moto”.
Al momento dunque possiamo solo dire: chi vivrà, leggerà. A cominciare da questo albo che, corso nuovo o vecchio che sia, propone una bellissima storia.

(Domenico Marinelli • 30/09/2013)