Di rado un fumetto aveva sollevato un simile polverone in rete, con i fan italiani già pronti da febbraio a dissotterare l’ascia di guerra in nome del “rivogliamo Peter” e il buon Dan Slott pronto a stupire (o a disgustare, a seconda dei pareri) con nuovi colpi di scena. E ora che finalmente l’abbiamo tra le mani, possiamo dire che ci siamo: è iniziata anche nello stivale l’era di Superior Spider-Man (testata L’Uomo Ragno 601, settembre 2013, Panini Comics € 3,30)!
Chi è Superior Spider-Man? È Peter Parker (e fin qui, direte voi…)… ma non è Peter Parker. O almeno, non quello che conoscevamo. Non quello della maglietta di lana anche ad agosto, delle foto scattate al suo alter ego per guadagnarsi la pagnotta, e nemmeno quello dei sensi di colpa quando pesta un po’ più del dovuto il cattivo di turno. Questo perché nel corpo di Peter Parker, da qualche tempo (in particolare, da Amazing Spider-Man USA 698, pubblicato in Italia su Spider-Man 598), dimora la mente di Otto Octavius, il Dottor Octopus.
E che fine ha fatto il nostro Peter? Morto, sembrerebbe… il corpo di Ock infatti, nel quale Petey era stato “trasferito” (nell’albo citato poc’anzi), era ormai tenuto in vita solo artificialmente, e le ultime, sconvolgenti tavole di ASM 700 (ne abbiam parlato qui) ne narravano gli istanti finali. Istanti in cui, mentre il suo storico nemico muore all’interno del suo ex corpo, Octopus rivive tutta la vita di Peter, e comprende a fondo cosa vuol dire avere grandi poteri, con le conseguenti “grandi responsabilità”: paradossalmente l’Uomo Ragno, dopo anni di vessazioni da parte di tutti i cittadini della Grande Mela (che ha sempre protetto),  viene finalmente riconosciuto come eroe proprio dalla sua storica nemesi. E allora cambia tutto, a partire dalla missione di Ock: non solo di prenderà il posto dell’arrampicamuri nei suoi panni civili ed supereroistici, ma ne proseguirà la missione. Con qualcosa di “suo” però… qualcosa che lo renda “Superiore”.

Queste sono le basi del nuovo corso ragnesco ideato da Dan Slott, e già dal primo numero si vedono i risultati di questo cambio di identità. Primo: scordiamoci il Peter umile! Questo Otto-Peter è conscio (eccome!) di essere un genio assoluto nel corpo di uno degli esseri più potenti al mondo. Secondo: dimentichiamoci pure del timido nipotino di Zia May, talmente impacciato con le ragazze da non sembrare neanche reale. Terzo: c’è un segnale che… ma questa la lasciamo scoprire a voi, oltre a tante altre chicche e novità.

In questo primo numero italiano (che contiene i primi 3 episodi della serie Superior Spider-Man usciti negli USA nella primavera 2013, con i testi di Dan Slott e disegni di Ryan Stegman) vediamo quindi il nuovo Uomo Ragno fare i primi passi nel mondo reale, con due precisi obiettivi: proseguire la missione del predecessore e risistemare la disastrata vita sentimentale del buon Peter. E, se la prima parte del compito sembra per ora relativamente semplice (a qualunque supereroe piacerebbe affrontare, come primi nemici, i nuovi Sinistri Sei), la seconda presenta qualche difficoltà in più, dal momento che Mary Jane sembra sì pronta a ritornare con Peter, ma con i tempi che tutte le donne hanno… Ma andate voi a spiegare che con le donne ci vuole pazienza ad un ex sessantenne moribondo che si ritrova ora nel corpo di un trentenne pieno di vita con a fianco una rossa mozzafiato!!!

Da queste premesse parte dunque un nuova fase della vita editoriale del nostro arrampicamuri di quartiere: i protagonisti sono comunque sempre gli stessi, c’è l’Uomo Ragno, ci sono i super-nemici, c’è Mary Jane, c’è J.J.J. … Insomma, ne manca solo uno, purtroppo, proprio il nostro Peter. Ma… siamo sicuri che sia del tutto fuori gioco?
Ad essere sinceri, in tanti erano scettici di fronte a questa nuova trovata del corpulento writer statunitense. Leggendo il primo numero però, sfidiamo chiunque, anche i più integralisti, a non avere la curiosità di sapere come prosegue la storia, sempre – ovviamente – con la fatidica domanda in testa: tornerà il Peter Parker originale? Solo Slott lo sa. O forse neanche lui.

Per completezza, diciamo che l’albo si chiude con la prima parte di una storia del Ragno Rosso, tratta dall’originale Scarlet Spider 12.1 (firmata dal trio Yost/Siqueira/Olazaba), che riporta alla luce un marchio molto noto ai lettori degli anni ’90… il marchio di Kaine. Non ve lo ricordate? Ahi ahi ahi…

(Roberto Orzetti • 27/09/2013)