Un albo di poche parole e di molte immagini. Immagini cupe e tragiche, a cominciare dalla primissima tavola: una splash-page che presenta una New York devastata, la Statua della Libertà spezzata, i grattacieli di Manhattan ridotti in macerie.
È il mondo apocalittico dell’Era di Ultron, l’epoca dominata dal robot (fin troppo) senziente e dagli insopprimibili istinti omicidi, che da sempre sogna di dominare l’umanità. E stavolta pare esserci riuscito: centinaia di suoi “sosia” robotici pattugliano i cieli alla ricerca di sventurati “umani”. Ultron (che pure per ora non si vede mai) pare regnare incontrastato. O quasi. E ha pure ottenuto l’alleanza con alcuni dei peggiori criminali, quale Testa di Martello.
La resistenza arriva – ovviamente – dagli eroi, o almeno da quel che ne resta. Un drappello di Vendicatori vive in clandestinità alla ricerca di una soluzione, di un barlume di speranza. Capitan America sembra distrutto moralmente, l’Uomo Ragno invece è davvero distrutto, e non solo moralmente visto le mazzate che si è preso.

Con loro, Iron Man, la Vedova Nera, Moon Night, il dottor Strange, Quicksilver, Emma Frost, Iron Fist, She-Hulk, Valchiria, Luke Cage, Occhio di Falco, Monica Rambeau (già Capitan Marvel), Wolverine, la Donna Invisibile, la Bestia, Tempesta e Daisy Johnson, in una originale rimescolanza di personaggi classici e recenti – se non recentissimi –, Vendicatori di tutte le ultime formazioni (Incredibili, Nuovi, Potenti e Segreti) e X-Men assortiti, con giusto una spruzzatina del mondo dei Fantastici Quattro. Nessuno di loro è in gran forma e molti hanno un aspetto diverso da quello tradizionale, per questa che comunque non è una saga fuori-serie o una realtà alternativa, ma una vicenda inserita a pieno titolo nella continuity marvelliana. Tanto è vero che nei prossimi mesi non mancherà dall’avere implicazioni nelle collane regolari.

Ultron è il robot assassino creato da Hank Pym, alias Ant-Man, alias Giant-Man, alias Calabrone, alias Wasp, ecc. (il buon dottore ne ha passate parecchie, di avventure e di identità) ed è di fatto uno dei peggiori nemici degli Eroi più potenti della Terra, uno dei pochi ad averli messi sovente in vera difficoltà. E questa volta pare non fare eccezione, anzi, pare – dal suo punto di vista – la “volta buona”.
Molti punti oscuri, alla fine di questo primo albo di una serie di 6 (testata Marvel Miniserie nr. 139, settembre 2013, € 3,30) e molte domande per il lettore: come si è giunti a tutto questo? Che ne è degli eroi più potenti, Thor, Hulk, la Visione? E i Fantastici Quattro? Inoltre, tanti debiti e punti di contatto con la leggendaria Era di Apocalisse degli anni Novanta (ne parlavamo qui), ma questo nulla toglie alla tensione che riesce a creare Brian Michael Bendis e alla spettacolarità delle tragiche tavole di Bryan Hitch (con le chine di Paul Neary e i cupi colori di Paul Mounts).

(Domenico Marinelli)