Il 25 agosto 2013 ricorre il centenario della nascita di Walt Kelly, creatore di Pogo e firma fondamentale della storia del fumetto.
Kelly, nato a Filadelfia il 25 agosto del 1913 e scomparso a Hollywood del 1973, dopo piccole esperienze giovanili come fumettista, lavorò come animatore negli Studios di Walt Disney, prendendo parte anche a Dumbo e a Fantasia.
Poco dopo, come fumettista, lanciò la serie Bumbazine and Albert the Alligator, ambientata nella palude di Okefenokee, antesignano di quel Pogo che vedrà la luce nel 1948, dapprima su piccoli albi, poi sulle pagine del New York Star e su quelle del New York Post. Un successo clamoroso. Il protagonista della striscia è un piccolo opossum, Pogo appunto, che, dopo aver “preso il posto” di Bumbazine, affianca l’alligatore Albert nelle varie avventure. Nel microcosmo della palude, ogni animale impersona una ben precisa categoria di persone, ma su tutte primeggiano Albert – fantasioso, poetico, egocentrico – e Pogo – viceversa, realista, tollerant e generoso, quello che “rimette a posto” le cose –. Abbastanza per mobilitare psicologi e ricercatori su analisi approfondite della striscia.
La striscia è stata regolarmente pubblicata fino al 1975, con la moglie di Kelly a dare una mano al marito, sempre più malato negli ultimi anni. In seguito, negli anni Novanta, ci sono stati tentativi di rilanciare Pogo, anche con il lavoro dei figli del grande Walt, ma senza ripeterne il successo storico. In Italia, Pogo è arrivato grazie (c’è bisogno di dirlo?) a Linus.
Unanimente riconosciuto come uno dei grandi maestri del fumetto cosiddetto “sofisticato”, Walt Kelly è stato indicato come autore-esempio da gente del calibro di Johnny “B.C.” Hart e Mell “Momma” Lazarus.