Una nuova iniziativa editoriale targata RCS: a partire dal 23 luglio, con cadenza settimanale, una serie di 44 albi brossurati dedicati al mitico cowboy di Morris, Lucky Luke (QUI il piano dell’opera), colui che “sparava prima della sua ombra”.
Ogni volume è di 100 pagine e comprende due storie, per arrivare così alla serie completa delle avventure del pistolero solitario “tanto lontano da casa”, oltre che di quelle uscite in originale sulle riviste Kid Lucky e Rantanplan.
Il primo volume è proposto al prezzo promozionale di 1 euro, i successivi a 3,99.
Era il 1947 quando Lucky Luke faceva capolino per la prima volta sul supplemento del settimanale belga Spirou. Solo due anni dopo Maurice de Bévère (in arte Morris), grazie sempre all’intuito dell’editore di Spirou, dava alle stampe La mine d’or de Dick Digger, la prima storia del cowboy che – grazie alla serie RCS – uscirà per la prima volta in Italia, precisamente sul sesto fascicolo (in edicola il 27 agosto).

Ma scorrendo l’elenco dei titoli già pregustiamo il momento in cui sarà possibile rivedere gli scontri tra Lucky Luke e i tanti miti classici del western rivisitati dalla penna di René Goscinny, l’autore di Asterix, che da un certo punto in avanti affiancò Morris nella scrittura delle avventure del personaggio, lasciando al maestro belga il solo disegno. Dai terribili fratelli Dalton (cugini di altri fratelli Dalton…) a Billy the Kid, da Calamity Jane a Jesse James, attraversando le grandi praterie della Frontiera in mezzo a tutti – ma proprio tutti – i luoghi comuni del Far West. Ci sono i saloon, i bari, gli ubriaconi, i pianisti e le ballerine, i ciarlatani e i pony express, gli assalti alla diligenza e gli indiani bellicosi, i “piedidolci” dell’Est e le impiccagioni sommarie, le rapine in banca e i cercatori d’oro, e chi più ne ha più ne metta.
Per cominciare in bellezza, il primo volume propone due delle primissime storie realizzate dal duo Goscinny/Morris all’inizio del loro sodalizio artistico, Corsa per l’Oklahoma e Il Giudice. “Due avventure che affondano le radici nella realtà del West”, scrive Andrea Rivi nell’introduzione, “senza la pretesa di essere verosimili, ma che hanno, in un caso, come sfondo un evento realmente avvenuto – le corse alle terre dell’Oklahoma – e, nell’altro, un personaggio davvero esistito, ovvero il giudice Bean”.