Magari appariremo roboanti, ma a visione ultimata, il giudizio che ci è sorto spontaneo è stato: ecco finalmente il film che riesce a dare la dimensione giusta, moderna, attualizzata a Superman, pur nel rispetto della tradizione del personaggio! Niente poteri “magici” (soffi congelanti, viaggi nel tempo, telepatia…), niente professori pazzi (Lex Luthor ha solo una rapidissima, quasi casuale, citazione verso la fine del film), soprattutto niente kryptonite! Questa volta il punto debole dell’eroe invincibile che può fare praticamente tutto non è da ricercarsi in un sasso azzurro più o meno radioattivo, ma nello spirito dell’eroe stesso, nelle sue debolezze umane, nelle sue indecisioni, nei suoi dubbi esistenziali. Niente di nuovo, per carità, ma nessun film con l’Azzurrone protagonista aveva finora mostrato qualcosa del genere. E – a evidenziare questo spirito di novità – il nome “Superman” non compare quasi mai: non nel titolo e non nel film, quando è citato solo due volte (anzi, una e mezza: la prima volta sta per pronunciarlo Lois Lane, ma viene interrotta a metà).
Occhio anche al costume: finalmente scompaiono le famigerate “mutande rosse sopra ai pantaloni” e troviamo un look tutto sommato più plausibile, di cui viene spiegata anche l’origine, trattandosi di un vero e proprio abito “ufficiale” della casata degli El su Krypton: la “S” è in realtà lo stemma di famiglia, un ideogramma con significato “Speranza”.
Con tutto questo però, gli omaggi alla leggendaria tetralogia con protagonista il compianto Cristopher Reeve abbondano: la parte iniziale del film ne ricalca infatti il primo episodio, il grosso della trama è di fatto un remake di Superman II del 1980.
Il film comincia alle origini dell’eroe, che più origini non si può: addirittura quando viene partorito da sua madre Lara su Krypton! La trama è poi ben nota: il pianeta sta per esplodere, Jor-El avvisa invano i capataz del pianeta che se ne fanno un baffo o quasi, il cupo generale Zod tenta il colpo di stato ma viene bloccato e spedito in esilio in un buco nero (o qualcosa del genere), non prima di aver giurato vendetta al figlio di Jor-El, proprio il neonato che i tristissimi genitori sono riusciti a spedire – per un pelo – verso la Terra con una navicella.Ne  seguito del film, troviamo il pupo già adulto e già nei panni di Clark Kent, impegnato a cercare di capirci qualcosa delle sue origini essendosi accorto di essere decisamente diverso da tutti gli altri. A dirci cosa gli era successo nel frattempo pensano alcuni sapienti flashback ben alternati alla trama “in diretta”: ci mostrano Clark ragazzino a scuola e poi adolescente, sempre alle prese con i suoi superpoteri che non riesce a capire e a controllare, amorevolmente accudito da Jonathan e Martha Kent. Sulle sue tracce intanto si mette una ostinatissima (e bellissima) giornalista dal Daily Planet, giornalone di Metropolis, agli ordini di Perry White (modernizzato anche lui: niente occhialoni, ma un bell’orecchino al lobo sinistro. E a dispetto del cognome… è nero), Lois Lane. Ma soprattutto sulle stesse tracce si mette un altrettanto ostinato Generale Zod, che gira che ti rigira è arrivato sulla Terra, inseguendo il suo conterraneo. Così, già che c’è, decide di sfasciare tutto il pianeta per renderlo la nuova Krypton. Clark/Cal-El è al bivio: seguire le sue origini o il suo pianeta adottivo? Non si fida di Zod, l’assassino di suo padre, ma purtroppo neanche della razza umana, che lo guarda terrorizzata. Comunque, inevitabili botte da orbi tra Superman (ecco, finalmente lo nominano) e gli scherani di Zod, esattamente come in Superman II, in sequenze spettacolarissime, quanto – dobbiamo dirlo – davvero troppo lunghe.
Un cast di primissima fila: Amy Adams (Lois Lane), Russell Crowe (Jor-El), Kevin Costner (Jonathan Kent), Diane Lane (Martha Kent), Michael Shannon (il generale Zod), Ayelet Zurer (Lara), Laurence Fishburne (Perry White). Tutto sommato, il peggiore in campo è proprio il protagonista, Henry Cavill, tanto bello e palestrato quanto mono-espressivo.
Come noto, la regia è di Zack Snyder, già rodato su film “fumettosi” grazie alla sua esperienza con 300 e Watchman, e che ha tra l’altro goduto (?) dell’occhio vigile di Christopher Nolan, regista della trilogia batmaniana e specializzato in introspezioni “oscure” dell’animo dei personaggi.

Noticina finale: il film dura oltre due ore. A visione ultimata, in sala nessuno si è mosso fino alla fine della sfilza di titoli di coda, lunga quasi come il film. Sappiatelo: NON c’è una scena finale post-titoli, come da tradizione marvelliana. A differenza di come abbiamo fatto noi, potete quindi risparmiarvi l’attesa e guadagnare l’uscita (avevamo anche esaurito i popcorn).

(30/06/2013 • Domenico Marinelli)

L’Uomo d’Acciaio – Un film di Zack Snyder. Con Henry Cavill, Amy Adams, Russell Crowe, Michael Shannon, Kevin Costner, Diane Lane – Titolo originale Man of Steel Durata 143 min. – USA, Canada, Gran Bretagna 2013 – Warner Bros