Come annunciato, Edizioni IF ha riproposto in edicola il mitico albo Cico Story. Ma andiamo con ordine.
Felipe Cayetano Lopez y Martinez y Gonzales y Rodriguez
in arte Cico: tanti nomi per un solo, grande, unico personaggio, ben noto alle legioni di fan di Zagor e sicuramente tra i motivi della longevità della testata dello Spirito con la Scure.
Tanti eroi classici hanno avuto una spalla più o meno comica con la  funzione di stemperare la tensione di certe situazioni drammatiche: così, mentre il paladino senza macchia e senza paura è sull’orlo del precipizio, ecco che la sua spalla porta al sorriso quando meno te lo aspetti. Un espediente narrativo non solo del fumetto, ma anche della letteratura e del cinema. Questo però, nonostante le apparenze, non è il caso del buon Cico. Anche se in lui non mancano le caratteristiche del classico personaggio comico – è grasso, imbranato, pasticcione, fifone, usa esclamazioni da cartoon (da “caramba y carambita” a “per tutti i baffi della mia famiglia” fino al più raro e complicatissimo “per tutti gli intrugli di mio nonno farmacista”) e ha una innata predisposizione a cacciarsi nei guai – il suo ruolo nelle avventure di Zagor è quello di un vero co-protagonista, pari a pari con l’eroe con cui condivide ogni cosa. In fondo, davanti a un mostro che sbuca dalle acque della palude, chi deve avere più coraggio nell’affrontarlo tra il nerboruto Zagor e il flaccidissimo Cico? E non è sempre Cico a lanciarsi nelle stesse imprese del suo palestratissimo amico, spesso tirandolo fuori dai guai in un improvviso incrociarsi dei ruoli?
Guido Nolitta (alisas Sergio Bonelli, papà di Cico come di Zagor) era molto affezionato al suo eroe comico, tanto da dedicargli molto spazio nel corso delle avventure e addirittura ritagliandogli interi blocchi degli albi per avventure “a solo”: era il caso in cui Cico, bloccato nella cittadina di turno in attesa che Zagor tornasse da qualche non ben precisato “giro tra le tribù della zona”,  incontrava il vagabondo Trampy. Entrambi affamati e in cerca di qualche modo per riempirsi la pancia, si avventuravano così negli espedienti più complicati per arraffare qualcosa, finendo inevitabilmente per dover fuggire inseguiti da torme di cittadini infuriati. Uno schema narrativo che con gli anni si è perso, ma senza che per questo Cico abbia dovuto rinunciare al suo ruolo.
Insomma, non c’è fan di Zagor che non lo sia anche del piccolo messicano, e forse questo è il tratto che più distingue il vero Zagoriano da un Texiano, lettore abituato al western più classico.

L’albo “originale” del 1979, edito da Daim Press (oggi Bonelli)

Un bel giorno di ormai parecchi anni fa, Guido Nolitta decise così di rispondere alla domanda che i lettori si ponevano da sempre: chi è davvero Cico, da dove viene, come è finito, un messicano come lui, nel Nord-Est americano, appena sotto la regione dei Grandi Laghi? Così, nell’estate del 1979, in edicola vide la luce un albo che costituiva il primo speciale fuori collana della storia della Bonelli Editore (all’epoca Daim Press): Cico Story, 120 pagine narrate in flashback da Cico per ripercorrere la sua intera vita, fin della più tenera età. Un successo clamoroso, al punto che Bonelli fu spinto a scrivere anche il seguito della storia in successivi albi, pubblicati a cadenza annuale e disegnati dal grande Gallieno Ferri. Seguirono così American Cico, Un pellerossa chiamato Cico e Cico sceriffo, ognuno con la successiva fase della vita del Pancione, narrata a Zagor come al lettore. Nel 1983 uscì infine Fanta Cico, un’avventura fantascientifica nata sull’onda del successo dell’invasione akkroniana vissuta da Zagor sulla serie regolare. Avventura in solitaria di Cico ma vissuta al presente, e che quindi interrompeva il racconto della sua vita. Con questo albo si interrompeva anche la collana, che sarebbe rinata solo sette anni dopo, nel 1990, con Horror Cico, altra avventura solitaria dell’eroico messicano, stavolta scritta da Tiziano Sclavi (fresco dell’esplosione del successo di Dylan Dog) e disegnata dal compianto Francesco Gamba, autore il cui tratto grottesco ben si prestava alle avventure umoristiche. Dall’anno seguente, il 1991, e per ben altri 21 numeri a cadenza annuale, riprese invece la narrazione della vita passata del messicano, sempre con Gamba ai pennelli e con i testi di Moreno Burattini, attuale curatore della testata zagoriana, con due soli “intermezzi” – nel 2001 e 2003 – affidati a Tito Faraci. Abbiamo visto così Cico nei panni di trapper, cercatore d’oro, bandito, galeotto, archeologo, soldato, giornalista, agente segreto, esploratore, cowboy, o anche raccontare le gesta dei suoi eroici antenati, “i Cichi” cavernicoli e i suoi avi conquistadores, così spesso citati nei suoi autoelogi. La serie si è conclusa nel 2007.
Oggi però, la benemerita iniziativa delle Edizioni IF dà la possibilità di rivedere in edicola questa collana, cominciando proprio da Cico Story (collana Zagor presenta Cico, bimestrale, nr. 1, giugno/luglio 2013, € 4,90), riproposto per di più a colori. Un’ottima occasione per leggere queste avventure per le nuove generazioni, che non la videro nel 1979, e per gli zagoriani di antica fede, che potranno ri-delibarle con piacere.
Come giustamente spiega Moreno Burattini nella parte redazionale del volume, Cico Story – così come il successivo American Cico – non è una vera e propria avventura, quanto un’insieme di gag e sketch vissute dal piccolo messicano nei vari momenti della sua vita: eccolo neonato dimostrare subito grande appetito, giovin fanciullo improvvisarsi lustrascarpe per sbarcare il lunario, addirittura chitarrista con uno zio e un cugino per intrattenere il pubblico dei locali di Veracruz, sua città natale, e poi spazzino nell’arena delle corride, carcerato per non ben precisati motivi, e infine soldato, fino alla decisione di attraversare il Rio Bravo ed espatriare negli Stati Uniti. La vena comica di Guido Nolitta è qui al suo apice.

(21/06/2013 • Antonio Marangi)