Andrea Freccero, genovese, è da un quarto di secolo al lavoro tra Topolinia e Paperopoli, realizzando storie a fumetti, illustrazioni e copertine. Ecco, appunto, copertine: proprio a lui è stata affidata una cover già destinata alla storia: quella del numero 3000 di Topolino, la testata che di recente ha compiuto 80 anni (vedi) e che ha segnato le letture di praticamente tutti gli italiani.
Un grande onore (meritato!) e una grande responsabilità per Andrea, che l’ha subito scritto sul suo blog: “La cover 3000 era, nella mia testa, disegnata da Giorgio Cavazzano o Massimo De Vita, insomma, da uno dei grandissimi di sempre. Potrei citare almeno un’altra decina di nomi. E così credo fosse nella testa di tutti. Quando mi comunicarono dalla redazione di realizzare un paio di proposte quasi non ci potevo credere. Ho iniziato a lavorare per Topolino che avevo vent’anni, iniziai a leggerlo che ne avevo cinque, potete immaginare benissimo cosa rappresenti per me. Ebbene, dovevo disegnare il vestito per la festa, un onore enorme… ma anche una grande responsabilità”.
Per saperne di più, noi della Sbam-redazione abbiamo avuto il piacere di parlare del dietro le quinte direttamente con Andrea.

Ciao Andrea, partiamo dall’inizio: come sei arrivato a Topolino?
Era il 1986, appena terminato il liceo artistico ed ebbi la fortuna di conoscere il mio maestro, Giovan Battista Carpi. Dopo due anni di durissimo apprendistato e di viaggi continui presso il suo studio, arrivò la prima tanto agognata sceneggiatura, Topolino e il grosso caso, scritta da Carlo Panaro e pubblicata su Topolino n. 1904.

Riguardo la copertina, una domanda scontata: cosa rappresenta per te l’averla disegnata?
Topolino è la mia seconda casa, inevitabilmente una parte di me. Sono tanti gli anni passati tra le sue pagine, prima da lettore e poi da disegnatore. Disegnare la copertina del numero 3000 è stato un grandissimo onore e una pesante responsabilità poichè questa cover scandisce una tappa, un passaggio importantissimo. E faticoso!

Ci racconti la genesi di questa copertina: da quali bozze sei partito, che indicazioni/paletti avevi?
Abbiamo scartato quasi subito una prima proposta alternativa: la redazione aveva le idee chiare sul concept da seguire, un omaggio ai tanti personaggi che hanno contribuito al raggiungimento di questo numero così speciale.
Il numero 3000 doveva campeggiare al centro della cover. Avremmo poi utilizzato alcune superfici in rilievo, altre lucide oppure opache.
Il formato del settimanale lo conosciamo tutti, si è resa subito necessaria una difficile selezione tra i moltissimi personaggi disponibili, davvero una moltitudine. Le figure dovevano avere una certa dimensione oppure sarebbero state visivamente “schiacciate” dal logo e dal numero. Infine mi sono sforzato di non appesantire troppo l’insieme, lasciando dei vuoti, ragionando sul fatto che il background sarebbe stato opaco e i personaggi invece lucidi. Anche il codice a barre è stato un problema, ho proposto di spostarlo sulla quarta di copertina, già conoscendo la risposta negativa. Ho capito immediatamente che questa copertina mi avrebbe creato dei problemi, sia dal punto di vista compositivo che da quello della (terribile!) scelta dei characters. Ho disegnato molte bozze preparatorie prima di avvicinarmi ad una soluzione ragionevole.
Poi ho proposto un trattamento del colore molto leggero, con lo sfondo rigorosamente bianco, perché la copertina mi sembrava già molto “carica”, ma in redazione hanno avuto dei dubbi. Dubbi risolti tagliando la testa al toro e affidando la tavola alle sapienti cure della brava Mirka Andolfo, fino al risultato che vedrete in edicola. Sono curioso di vederla pubblicata, in effetti solo in quel momento avrò il risultato del mio (nostro) lavoro!

Altre informazioni sul lavoro di Andrea sul nr. 9 di Sbam! Comics, scaricabile gratuitamente da qui.

Antonio Marangi
con la collaborazione di Luciano Cicala (14/05/2013)

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