Trentenne, genovese, Elena Mirulla è una disegnatrice, sceneggiatrice e colorista di grande talento, che è riuscita a ritagliarsi uno spazio importante nel panorama fumettistico italiano, soprattutto in ambito umoristico-erotico. Le sue donnine dalle forme molto arrotondate sono infatti protagoniste di divertenti parodie che hanno “colpito” grandi nomi del fumetto italiano. Abbiamo incontrato Elena per chiederle del suo passato, del suo presente e avere qualche anticipazioni sui prossimi lavori.

Ciao Elena, la prima è una domanda di rito: raccontaci come hai cominciato…
Ho cominciato con il Liceo Artistico e l’Accademia di Belle Arti di Genova. Poi, quando avevo 18 anni, ho seguito un corso del disegnatore Disney Andrea Ferraris e da lì ho iniziato una gavetta fatta di molte fanzine, sia cartacee che digitali, finché non ho incontrato Salvatore Taormina e Cronaca di Topolinia e, a 21 anni, ho iniziato a pubblicare le prime cose: I piccoli eroi di Ho-Lan, Gothic, Vampire’s tears e Crazy tribe. L’ultima serie di cui mi sto ancora occupando è quella delle parodie di personaggi noti del fumetto: Myster Martin (parodia di Martin Mystère), Demonik (Diabolik) e l’ultimo, Zavor (Zagor).

Però in Zagor non ci sono molti personaggi femminili…
Beh, ci sono state Frida, Gambit e Ylenia la vampira… A me piace disegnare le “donnine”, per cui devono necessariamente esserci nella storia che devo parodiare. Già in Myster Martin, secondo me, ce ne erano poche: tanto Java e poca Diana, e questo un po’ mi è pesato, perché a me piace disegnare soprattutto personaggi femminili.

Da dove viene questa tua “preferenza”?
Mi piace disegnare forme più morbide. I personaggi maschili li vedo e li disegno solitamente più asciutti, più spigolosi; le donne le vedo più morbide. Qualcuno mi ha detto che le mie “donnine” sono troppo rotondette, ma a me non interessa perché io le disegno così, e mi piacciono così. Un po’ come i personaggi disegnati da Arthur de Pins ne Il chiodo fisso: anche lui fa un genere umoristico-erotico, lui più spinto io più soft.

Come nasce una tua storia?
Dipende dal progetto. Generalmente mi occupo del disegno, della sceneggiatura e dei colori. Però, ad esempio nel caso di Myster Martin e Demonik, c’è stata una collaborazione: la sceneggiatura di Martin l’ha scritta Daniela Zaccagnino, io ho fatto una sorta di co-sceneggiatura, aggiungendo qualche battuta e scenetta alle quali lei non aveva pensato; diciamo che ho scritto parte della sceneggiatura insieme a lei. Sempre per Martin, i disegni sono miei, ma i colori sono di Giulia Priori. Per Demonik, invece, è successo lo stesso per quanto riguarda la sceneggiatura, ma disegni e colori sono opera mia.

E l’idea di un nuovo progetto nasce da te o dall’editore?
Con Martin e Demonik, la richiesta è venuta dall’editore; io non avevo mai letto né Martin Mystère né Diabolik, ho iniziato a leggerli solo dopo che mi hanno detto che ci saremmo occupati di queste parodie. Per Crazy Tribe e Sexy Tales, invece, sono partita da idee mie, anche se il tutto nasce sempre dalla richiesta di un progetto da parte dell’editore.

Da dove nasce il tuo stile?
Da un mix di tante cose, ma personalizzate da me. Molti mi dicono che i miei disegni hanno un’influenza manga. È vero, un po’ d’influenza c’è, però in realtà tutto parte da Alvin and the Chipmunks: quando ero piccola, mi piacevano da morire quelle faccette guanciose, quegli occhioni… un po’ perché mi assomigliano. Ogni autore mette un po’ del suo nei suoi personaggi.

Ci sono autori che ti piacciono e che ti hanno influenzato?
Se devo dire un nome su tutti, direi Silvia Ziche, l’adoro! Mi piace molto perché riesce a essere espressiva con pochissime linee. Poi ce ne sono tanti altri che mi piacciono, la lista sarebbe lunghissima…

C’è un personaggio che ti piacerebbe disegnare?
Spiderman! È un personaggio che voglio fare e l’ho già detto all’editore… gli sto rompendo parecchio le scatole!

(Annalisa ‘Maya’ Bianchi)