Dai paperi disneyani alle sexyssime Ugly Duckling, passando per esperienze in molteplici ambiti artistici: i vent’anni di carriera di Claudio Sciarrone, vissuti con l’entusiasmo di chi ha sempre voglia di provare “il nuovo”. Lo abbiamo incontrato.

Ciao Claudio, come siamo soliti fare, ti chiederemmo di cominciare la nostra chiacchierata con una tua breve presentazione.
Sono nel mondo dell’intrattenimento disegnato esattamente da vent’anni, infatti ho avuto il piacere di festeggiare con una mostra al WOW Spazio Fumetto di Milano il mio ventennale. Il mio lavoro principale è stato sicuramente quello con Disney, che continua tuttora, ma ho volentieri divagato anche in altri ambiti, come quello televisivo. Ho collaborato per esempio al programma Delitti Rock di Raidue, dedicato ai grandi cantanti scomparsi tragicamente, di cui disegnavo la storia a fumetti.

Ma sei ben noto anche per il disegno erotico. Come ci sei arrivato?
A un certo punto mi ero reso conto che tra le varie esperienze che stavo facendo mancava proprio quella. Quindi sono tornato alle origini, visto che ai tempi del liceo artistico avevo fatto un sacco di disegni di modelle nude dal vivo, e anche in casa coi miei genitori il mio rapporto col corpo nudo non è mai stato un tabù. Già da ragazzino leggevo Crepax su Linus. Poi, perfino lavorando in Disney mi è capitato di sfiorare il tema, disegnando la sensualissima Lyla per PK, sicuramente la papera più sexy mai vista. Da lì alle mie Ugly Duckling il passo è stato breve: dodici opere disegnate in digitale e costruite in strutture tridimensionali arricchite da materiali vari, stoffe e oggetti. I fans le hanno apprezzate e me le chiedono, anzi, stiamo progettando un videogame, con parti fumetto e parti di gioco, e una serie di capi di abbigliamento.

Un’attività che va ben oltre il fumetto, la tua.
Assolutamente sì, e ne sono contento. Ho lavorato anche per le serie di Geronimo Stilton, ho realizzato le carte del Mercante in Fiera, il programma tv di Italia 1, e illustrazioni di moda per Vogue, Maxim e altre testate E adesso sto lavorando anche a una serie di carte illustrate, destinata anche questa a una linea di abbigliamento. Diciamo quindi che la mia matita è rivolta a qualsiasi campo artistico, non solo al fumetto.

Su cos’altro stai lavorando adesso?
Tra le varie cose, a una graphic novel con protagonista Alyssa, una ragazza che va in vacanza in un resort in Africa e scopre, oltre i confini del villaggio vacanze, la realtà eritrea, ragazzini che hanno come drammatica priorità il cibo e girano con biciclette scassatissime. Da qui c’è stato l’aggancio per utilizzare Alyssa come testimonial del Giro d’Italia femminile.

Tornando al fumetto erotico – che è il tema nel nr. 8 di Sbam!, la nostra rivista digitale scaricabile gratuitamente da qui – come vedi oggi in Italia il fenomeno del fumetto in generale, quello sexy in particolare?
Scomparse le riviste contenitore di una volta e con la crisi generalizzata, come sbocchi produttivi-commerciali vedo una situazione abbastanza grigia. Da un punto di vista artistico invece, in un’epoca in cui internet toglie qualsiasi mistero all’erotismo, stravolgendo il vecchio concetto di pornografia o di proibito, ecco che proprio il disegno può creare quel qualcosa in più che la “realtà” non è in grado di offrire. Forse è per questo che le Ugly Duckling piacciono moltissimo anche alle donne, meno imbarazzate di un uomo a sfogliare un libro di nudi artistici ad esempio. Ecco perché penso davvero che il disegno possa avere sbocchi nuovi e inediti, sono molto ottimista in questo. Certo, riuscire a guadagnarci e a farne una professione è un’altra cosa, ma per fortuna il web offre una grande visibilità a chiunque voglia provarci.

Altra domanda d’obbligo: cosa vuol fare da grande Claudio Sciarrone?
Bella domanda, in effetti. Ogni tanto mi pongo il problema, tra le tante cose che faccio, prima o poi prenderò una direzione, no?

E perché mai?
Infatti: e perché? È bello spaziare, in fondo. Il prossimo settembre uscirò con una serie di catoni animati cui sto lavorando con altre persone. Poi continuo a produrre per Disney. Ma la cosa che mi fa piacere è che ho seminato in molte direzioni e quindi desso vengo cercato soprattutto per la serietà professionale. Questa è davvero una grande soddisfazione. Ed è una cosa che “raccomando” agli esordienti: non ci si può considerare arrivati appena finita la scuola, bisogna sempre darsi da fare e imparare. Quando sono arrivato in Disney avevo solo 19 anni, se mi fossi “seduto” pensando di essere già al massimo mi sarei probabilmente fermato lì, mi sarei fossilizzato. Invece la grandezza della Disney stessa viene dal continuo apporto di nuove idee dei suoi autori, nuove idee che possono venire solo differenziando le esperienze.

(Domenico Marinelli • 19/04/2013)