Finalmente in edicola (e fumetteria, ovviamente) il sesto e ultimo albo della miniserie Avengers vs X-Men, o semplicemente AvX (collana Marvel Miniserie nr. 134, aprile 2013, Panini Comics, € 3,50). All’alba dello scontro finale, i Vendicatori sono ridotti molto male, contano feriti e dispersi, mentre gli X-Men “fenicizzati”, Ciclope ed Emma Frost, hanno pure scoperto il loro rifugio segreto, la mistica città di K’un Lun. Doveroso cercare rinforzi: vengono reclutati Hulk (l’originale, il solo e unico verdissimo Bruce Banner), che si affianca all’Hulk Rosso, e un bel gruppone di X-Men, tutti quelli che hanno cambiato bandiera vedendo il degenerare della situazione (Tempesta per prima, ma non solo). La soluzione della mega-crisi pare essere riposta nella commistione dei poteri di Hope con quelli di Scarlet, ma – ahitutti – all’orizzonte compare la sagoma cupa e devastante della Fenice Nera, colei che evoca tristerrimi ricordi… Esplosioni, fiamme, fulmini e saette, fino alla resa dei conti, tutti addosso all’eterno boyscout Ciclope, che stavolta pare averla fatta fuori dal vaso (dicono i Vendicatori), anche se le intenzioni erano buonissime e giustissime, epperò la Fenice è troppo brutta e cattiva (ribattono gli X-sostenitori).

Le scene finali ricordano un po’ la conclusione del primo film degli X-Men, quello di Bryan Singer del 2000. Ma adesso l’obiettivo è già puntato sul futuro, con Marvel Now che incombe, e l’annuncio – su questo stesso albo – di AvX Conseguenze, volume in uscita il prossimo giugno.
Già, le conseguenze: queste maxi-saghe sono sempre annunciate come “il megaevento che sconvolgerà l’universo Marvel e nulla sarà più come prima“. In realtà non è mai stato davvero così: più o meno gattopardescamente, si è sempre ripristinato lo standard, quello cui tutti i lettori sono affezionati, un po’ come succede con le grandi “morti”. Al massimo, le grandi rivoluzioni sono state temporanee, magari anche lunghe, ma mai definitive: pensiamo a Il ritorno degli eroi, l’anno di “realtà virtuale” vissuto dall’universo supereroico dopo la grande guerra contro Onslaught, o – più recentemente – ai postumi di Civil War e della morte (appunto) di Capitan America, eventi di cui anni dopo nessuno si ricorda più. Infatti, Cap – vivo e vegeto – e Iron Man sono tornati fratellini di latte. Se proprio vogliamo cercare “rivoluzioni”, possiamo trovarle caso mai in eventi di portata molto più piccola e circoscritti a una sola testata: è il caso della (abominevole, filologicamente parlando) storia del Soltanto un altro giorno, quella che azzerò la vita dell’Uomo Ragno, cancellando il matrimonio con Mary Jane e tante altre cose. Ma quello era un caso di forza maggiore (leggi trame cinematografiche).
Ma sto divagando: tornando ad AvX, abbiamo potuto leggere una storia avvincente ed ottimamente disegnata, ricca di colpi di scena e tale da rendere lunghissimo il mese di attesa tra un’uscita e l’altra. Per carità: niente di nuovo sotto il sole, gli scontri tra eroi-fratelli e i drammoni planetari sono uno schema fisso ed eterno, ma il cuore di ogni Marvel-fan palpita davanti a sequenze del genere. La lettura di questo albo, con gli ultimi due “round”, ti lega alla poltrona, lo pappi avidamente fino all’ultima pagina per vedere come va a finire. Solo dopo torni all’inizio per degustare adeguatamente il lavoro di Brian M. Bendis e Olivier Coipel (round 11) e di Jason Aaron e Adam Kubert (round 12), come doveroso.

In contemporanea, è uscito anche il terzo e ultimo albo di AvX: Versus (Marvel Crossover nr. 80, aprile 2013, Panini Comics, € 3,00), quella dedicata agli scontri “singoli” tra eroi delle due fazioni (ne parlavamo qui). Per chiudere in bellezza, ecco il testa a testa tra Occhio di Falco e l’Angelo (a cura di Matt Fraction e Leinil Francis Yu), quello tra Scarlet e Hope (Kieron Gillen e Jem Cheung) e quello tutto matrimoniale tra Pantera Nera e Tempesta (Jason Aaron e Tom Raney).

(Matteo Giuli)

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