Bello ritrovare in edicola una delle formazioni più strampalate della storia Marvel: i Campioni, il supergruppo della costa Ovest degli anni Settanta.

Come spiega Max Brighel nell’introduzione all’albo (I Campioni, volume 1 di 2, serie Marvel Collection Special nr. 8, Panini Comics, marzo 2013, € 6,00), l’intenzione di Tony Isabella quando propose una nuova serie a Roy Thomas, era quella di scrivere alcune avventure dell’Uomo Ghiaccio e dell’Angelo, due dei mutanti che avevano appena lasciato gli X-Men della Seconda Genesi (vedi). All’epoca però, il concetto di super-gruppo comprendeva obbligatoriamente 5 membri, tra cui un forzutone, una donna e almeno un eroe titolare di testata propria. Niente da eccepire invece sulla location proposta: Los Angeles, città priva di supereroi a differenza dell’affollatissima New York. Hop là, ecco la formazione scelta da Isabella: Uomo Ghiaccio e Angelo confermati; con loro, nel ruolo di superforzuto, il semidio Ercole, Principe della Forza dall’insopportabile loquela; in quello dell’eroe con serie propria nientemeno che il potentissimo Ghost Rider; la scelta della donna, infine, cadde sulla Vedova Nera, presto nominata leader del team.

In Italia, le avventure dei Campioni comparvero originariamente in appendice agli albi di Capitan America editi dalla mitica Corno nel 1977 e dintorni. Questa riproposizione Panini segue alla lettera quell’edizione, con poche “licenze” sulla traduzione: Ghost Rider, ad esempio, ritrova il suo nome completo, probabilmente in omaggio alla versione cinematografica, mentre all’epoca Corno era chiamato semplicemente Ghost. E così anche il criminale Rampage, negli anni Settanta noto come Follia.

Un’operazione-nostalgia che non può non attirare l’attenzione degli antichi fans Corno. I lettori delle nuove leve invece troveranno molto lente e troppo “semplici” queste avventure, scritte dallo stesso Isabella, da Bill Mantlo e perfino da Chris Claremont, mentre ai disegni si alternano, sicuramente con buoni risultati, Don Heck, George Tuska, John Tartaglione, Vince Colletta e Bob Hall.

Trame troppo semplici, dicevamo: non sapremmo come altrimenti definire una storia che comincia con l’Angelo e l’Uomo Ghiaccio che passeggiano tranquilli nel campus universitario, finché davanti a loro si apre un portale dimensionale da cui emergono alcune cattivissime arpie. Le bellone ingaggiano subito battaglia, coinvolgendo così i due giovani mutanti in una contesa tra divinità olimpiche! Gli altri eroi compaiono in sequenza poco dopo, trovandosi casualmente tutti uniti in questa loro prima avventura.
Il gruppo è nato di fatto, e trova pure una sede nel palazzo di Warren Worthington III (ovvero l’Angelo) che si scopre di punto in bianco ricchissimo erede di una fortuna e può così emulare il ruolo di Tony Stark nei Vendicatori.

Anche il linguaggio ultra-retorico degli eroi non mancherà di colpire i neofiti: se Ercole non può attraversare due vignette senza citare qualche divinità o autoincensare la sua forza divina (“Oggi stai affrontando la forza incarnata! Stai affrontando Ercole!“), anche la Vedova Nera, prima di sferrare un calcio volante, sente il bisogno di precisare che “colpirà come solo la Vedova sa fare!” (parlando anche lei rigorosamente in terza persona). Questa ridondanza dialettica colpisce anche i nemici: Stella Nera non riesce a fermare Ghost Rider, quindi interviene l’orrendo Griffin a tranquilizzarla: “Nessun problema Stella Nera. Dove non è riuscita la tua energia nera riusciranno facilmente i miei taglienti artigli da leone!

La parte migliore delle sceneggiature è così nei riferimenti alla situazione politica ed economica degli States, all’epoca stretti in una durissima crisi recessiva (così che – ahinoi – queste storie risultano tristemente attualissime anche nel 2013!). Rampage, uno dei cattivacci affrontati dai Campioni, ad esempio, è un ex imprenditore la cui azienda chiude per crack. Usa quindi il suo genio per costruirsi un potente esoscheletro.
Un volume storicamente molto interessante, dunque, da non perdere per ogni appassionato “anta”.

Un’ultima notazione: a sottolineare lo stile nostalgico del volume concorre anche la grafica: il retro dell’albo riproduce perfettamente lo stile degli albi Corno, con l’annuncio del numero seguente, per di più riprodotto con stampa volutamente sbiadita a creare l’effetto di “vecchio”.

(Antonio Marangi)