Pippo Pertica e Palla, l’arcipoliziotto Cip e Zagar, Cocco Bill, Zorry Kid, Jack Mandolino, la signora Carlomagno e chi più ne ha più ne metta. Nella storia del fumetto italiano, Benito Jacovitti (1923-1997) è l’autore che ha fatto genere a sè, del tutto staccato da qualsiasi criterio di classificazione. Criterio che sarebbe comunque destinato a perdersi nelle intricatissime tavole dell’artista. Il grande pubblico, anche quello che dei fumetti non si è mai interessato, lo riconosce all’istante per il suo tratto peculiarissimo, apprezzato da molte generazioni in quasi 60 anni di grandiosa carriera.

Nel 1977, fece quindi grande scalpore l’uscita in libreria del Kamasultra, la versione parodiata del più famoso libro erotico della storia. Realizzato dal grande Jac su testi di Marcello Marchesi, proponeva improponibili posizioni erotiche viste nell’inconfondibile stile dell’autore. Lo scalpore nasceva probabilmente più dal contrasto tra l’immagine di autore “per ragazzi” che Jacovitti si portava dietro con la tipologia di quest’opera, che non dall’effettivo livello di “proibito” riscontrabile nelle vignette, che non hanno invece proprio niente di osceno.

Infatti, come ha scritto Gianni Brunoro nell’introduzione a  Le carte di Jacovitti (volume di cui parliamo tra poco), guardando queste tavole “si prova un’impressione di serena mancanza di morbosità, cioè si avverte che Jac affronta il tema del sesso come un bambino curioso che ha molta voglia di giocare, esasperando talvolta le sue trovate umoristiche, fino a farle diventare invenzioni che rasentano la cattiveria, ma sempre e assolutamente prive di malizia”. E in fondo non poteva essere diversamente: la figura umana caricaturata (se non storpiata) dal tratto jacovittesco diventa inevitabilmente l’esatto opposto della sensualità! Qualcuno riesce a immaginare una donna sexy disegnata da Lisca di Pesce???

Per problemi tecnici di diffusione, Kamasultra non fu un grande successo di pubblico, ma la sua pubblicazione fu comunque sufficiente per bloccare la lunghissima collaborazione di Jacovitti con il Diario Vitt e per spalancargli – in compenso – nuove possibilità con Playmen: nacque qui – tra le altre opere – il memorabile Playpeppe.

Il Kamasultra è stato ristampato nel 2002 da Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri, lo stesso editore che nel 1993 aveva dato un seguito all’ormai mitica opera, pubblicando Kamasutra spaziale. Questa volta le acrobazie sessuali dei protagonisti dovranno avvenire nello spazio! Ecco perché, il generale McDonald, capo delle Missioni spaziali USA, telefona a Jacovitti in persona per affidargli una missione importantissima: è stata fatta una durissima selezione per identificare due austronauti “dall’eros facile” da inviare nello spazio per “amarsi selvaggiamente”, allo scopo di tentare di ridare all’umanità la passione perduta. A Jac, maestro del Kamasutra, il compito di indicare loro che mosse adottare!

Riusciremo a registrare le prime acrobazie erotiche in assenza di gravità?” spiegava la presentazione del volume. “Questo struggente interrogativo eccita la fantasia di un giornalista nippo-americano, John Kawasaki (…). Per realizzare il Kamasutra spaziale, Kawasaki vola a Roma, nello studio del più geniale cartoonist vivente, appunto Benito Jacovitti: è una vita che questo sensibile artista strizza l’occhio agli amori difficili, agli amplessi tortuosi, ricchi di teatranti esplorazioni. (…) Perché oggi l’uomo e la donna non riescono a mettere insieme rapporti amorosi naturali, selvaggi, pieni di fantasia? Questo libro si propone di offrire un importante contributo al problema: una sana risata con lampi surreali e demenziali.”
Nel 2003, sempre Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri ha pubblicato anche Le carte di Jacovitti, una curiosa raccolta di carte da gioco rivisitate dal maestro in chiave erotica: Re, Fanti e Regine ne combinano di tutti i colori, brandendo picche e quadri nei modi più pittoreschi. Gli originali di questo mazzo di carte sono di proprietà di un collezionista anonimo che le ha concesse all’editore per la realizzazione del volume.

(Antonio Marangi)